I futuristi cantavano l’avvento dell’energia elettrica, e mai come in questo momento si sentirebbero appagati. L’elettricità ha pervaso le nostre vite e la produzione industriale, andando a riscrivere il dna di alcuni prodotti, come i motori. L’invenzione di Barsanti e Matteucci del motore a scoppio è stata affiancata dalla propulsione elettrica, che dopo aver invaso il mondo dell’automotive ha trovato una sua via anche nella nautica.

Motori come torpedini

L’elettricità corre ora sull’acqua, rubando l’esclusiva ai pesci elettrofori. Le torpedini non sono più gli abitanti del mare più grossi a generare elettricità: le barche equipaggiate con motori elettrici aumentano infatti sempre di più la loro presenza. Una sfida già affermata nei bacini chiusi e che viene lanciata anche in mare aperto.

Nonostante il ritardo rispetto al settore auto, la nautica a propulsione elettrica sembra poter bruciare le tappe. Il governo vuole incanalare almeno 6 miliardi di fondi europei nel settore, convertendo le banchine in prese di corrente. Qui sta infatti un vantaggio della nautica rispetto all’automotive: le infrastrutture non vanno create da zero, ma principalmente convertite.

A proposito di conversione, questa riguarda anche il parco natanti esistente. Accanto ai modelli che nascono già predisposti con motore elettrico – e quindi progettati per massimizzarne le prestazioni – è possibile adattare una barca già esistente, sostituendo la propulsione. Dandole così una nuova vita (elettrica). Un esempio è il motore sviluppato da Gardenergy, altamente personalizzabile. Si tratta di un motore elettrico PMAC a magneti permanenti di tipo “brushless”, per ottenere la massima efficienza e la massima affidabilità nel tempo.

Tanto comfort, zero emissioni

Le caratteristiche salienti garantite dai motori elettrici sulle barche sono principalmente tre: comfort, risparmio e rispetto ambientale. La manovrabilità del natante aumenta: la coppia massima infatti si ha già a bassissimi regimi, aiutando a gestire anche gli ormeggi più complicati. In caso di un uso costante il motore ‘si ripaga’ in pochi anni ed è per questo che una delle applicazioni più apprezzate è quella dei taxi-boat, sia privati che pubblici. Il risparmio poi non è solo per chi naviga, ma anche per l’ambiente. Una caratteristica necessaria non solo in aree protette, ma gradita in ogni banchina dove la partenza non rilascia rumore e scarico.

Questi vantaggi sono funzionali sia ai diportisti privati che ai produttori di barche e ai cantieri nautici. Nel primo caso esistono prodotti standard, ma facilmente personalizzabili in termini di prestazioni ed accessori. I produttori invece possono valorizzare le proprie imbarcazioni con prodotti performanti e affidabili. La previsione per i prossimi anni è che il mercato nautico seguirà la scia dell’automotive, e i produttori si doteranno di modelli progettati per la propulsione elettrica o personalizzabili con motore elettrico.

La sfida è quindi lanciata e  il mercato sembra ormai maturo per accogliere le barche elettriche. I laghi e i bacini chiusi in genere vedranno una conversione massiccia in pochi anni, mano a mano che verranno predisposte le normative idonee e arriveranno i finanziamenti per infrastrutture e investimenti. Dotarsi da subito di motori elettrici significherà quindi fare un passo avanti verso il prossimo futuro.

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