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La figura del programmatore informatico è una di quelle più richieste in un mercato del lavoro dove le competenze digitali ed informatiche hanno assunto un ruolo di importanza sempre maggiore. Per questo, un’adeguata preparazione teorica e pratica è fondamentale per essere competitivi in un settore in costante espansione ma estremamente competitivo. In aggiunta, il programmatore si ritrova spesso a dover lavorare con diversi “linguaggi di programmazione”, sviluppati e consolidati per usi specifici nel corso del tempo, dal momento che non tutti i prodotti vengono programmati nello stesso modo ed utilizzando il medesimo linguaggio. Uno dei più diffusi è il “C”, utilizzato per lo più per sistemi operativi, librerie, giochi e applicazioni: vediamo di seguito quali sono le caratteristiche di questo linguaggio e quali sono le modalità per impararne la semantica.

Le caratteristiche principali del linguaggio “C”

Il linguaggio di programmazione “C” è stato sviluppato da D. M. Ritchie presso i laboratori AT&T Bell nel 1972 ed è stato definito formalmente nel 1978; cinque anni dopo, l’American National Standards Institute (ANSI) ha codificato un apposito standard per il “C”.

Gli elementi che caratterizzano questo tipo di linguaggio sono:

  • L’elevato potere espressivo dovuto dalla combinazione di elementi primitivi ed elementi definibili dall’utente; il potere espressivo del linguaggio deriva anche dalla presenze delle strutture di controllo, soprattutto funzioni e procedure;
  • Le caratteristiche di basso livello, come ad esempio la gestione della memoria o l’accesso alla rappresentazione;
  • Sintassi definita formalmente
  • Uno stile che incoraggia lo sviluppo top-down, ossia la creazione di programmi per l’implementazione di fasi di programmazione successive.

Come ogni altro linguaggio di programmazione, anche il C serve a creare un testo, all’interno del quale possono comparire una serie di elementi ben precisi: parole chiave, commenti, caratteri, stringhe, numeri (sia interi che reali), valori costanti e identificatori. Questi ultimi sono dei nomi che denotano un elemento utilizzato dal programma; per essere scritti correttamente, devono iniziare con una lettera e distinguere tra maiuscole e minuscole.

La struttura del programma si divide in tre parti; la prima contiene le definizioni globali, la seconda la parte principale (main) del programma. La terza è riservata ad eventuali altre funzioni. La sezione “main” del programma include definizioni e istruzioni; le prime possono essere variabili, costanti o altri elementi; le seconde riportano l’algoritmo utilizzato dal programma.

I dati definiti come variabili sono quelli che, durante l’esecuzione del programma, possono cambiare; essi sono collocati all’interno della memoria per mezzo di una specifica definizione mentre grazie ad un’istruzione di assegnamento, il programma dispone di un’astrazione dell’operazione di scrittura. Le costanti, di contro, sono dati che non possono mutare nell’ambito dell’esecuzione del programma: sono associati ad un identificatore numerico. Naturalmente, il linguaggio in “C” consente di includere vari tipi di dati, ciascuno definito dall’insieme dei valori e delle funzioni associati al singolo dato.

Come imparare a programmare in “C”

Al di fuori dei canali di apprendimento più tradizionali (come ad esempio i corsi universitari) esistono svariate possibilità per chi ha intenzione di imparare ad utilizzare il linguaggio C per la programmazione informatica. In particolare, vi sono portali specializzati, come ad esempio Puntonetformazione, che organizzano percorsi formativi di questo genere e, in particolare, un apposito corso per imparare a programmare in c#. Corsi di questo tipo abbinano la parte teorica a quella pratica (quest’ultima rappresenta la porzione più ampia del percorso di formazione) e prevedono il rilascio di un certificato che attesta la partecipazione al corso e il superamento di un eventuale prova o test finale di valutazione. In tal modo si potrà arricchire il proprio curriculum, così da poter essere maggiormente competitivi in un settore dinamico e competitivo, dove la specializzazione rappresenta di certo un valore aggiunto.

2 Commenti

  1. Decidetevi se parlare di C (linguaggio universale nato per sostituire l’assembly) o di C# (prodotto Microsoft nato per motivi commerciali e fare concorrenza a Java e C++) che sono parecchio diversi tra loro.

  2. Mai amato C#.
    In primis perchè un linguaggio proprietario che dipende esclusivamente dalle correnti di Microsoft,ciò gli sega le gambe in partenza.
    Oggi come oggi se si parla di sviluppo Android,si usa molto Java e anche il suo dialetto Koitlin.
    Sempre maggiore diffusione la sta avendo Python,in crescita costante,linguaggio usato per sviluppo applicazioni per Machine Learning e applicazioni WEB lato Server.
    Per le applicazioni Web,(lato server) soprattutto in Italia si usa PHP.
    Riguardo al lato client,nello sviluppo web si usa Javascript con i suoi frameworks.
    Il C viene usato ancora oggi per applicazioni Firmware,però in ambiti strettamente legati al linguaggio macchina.Al livello didattico lo consiglierei,ma per quanto riguarda il mercato,varrebbe più la pena investire nei linguaggi sopra citati.