Roma, 18 apr – E’ una sorta di riserva indiana: l’ottavo municipio di Roma (quello di quartieri come la Garbatella e Tor Marancia) è l’ultimo baluardo dell’estrema sinistra nella Capitale. O almeno lo era fino al 2016, quando dopo decenni di dominio incontrastato (il centrodestra anche all’epoca di Alemanno era rimasto staccato di oltre 20 punti percentuali), il Movimento 5 Stelle riuscì a strappare per la prima volta il municipio alla sinistra. Una vittoria, quella del grillino Paolo Pace, dovuta però alla rottura della storica alleanza tra Pd ed estrema sinistra. E così pur raccogliendo percentuali distanti dall'”effetto Raggi” (il 27% contro il 35% della futura “sindaca”), Pace era riuscito comunque a superare il Pd di pochissimo. Una vittoria che di lì a breve però avrebbe mostrato tutta la sua inconsistenza, visto che dopo pochi mesi, nel marzo del 2017, la giunta pentastellata è caduta.

E così l’VIII municipio il 10 giugno andrà al voto. Di fatto, con 130 mila abitanti, dopo Catania e l’altro municipio di Roma che andrà alle urne, il III, sarà il terzo “comune” più grande coinvolto nella prossima tornata di elezioni amministrative. Quello che non molti sanno però, è che a fare il bello e cattivo tempo su un territorio ha gli stessi abitanti di una città come Salerno, è un centro sociale: il Csoa La Strada della Garbatella. Dal 2001 al 2016, prima con Massimiliano Smeriglio eletto con Rifondazione e poi con Andrea Catarci eletto con Sel, La Strada si è assicurata il governo del municipio. Un vero e proprio laboratorio dell’estrema sinistra romana e non solo, che più che al comunismo nostrano ha guardato ad esperienze esterne, come le lotte dei curdi e dei municipi autonomi zapatisti del Chiapas, in Messico. Un municipio che ha emesso ordini del giorno in cui si chiedeva di boicottare la Coca Cola, che ha sostenuto le occupazioni illegali e progetti sportivi come la squadra di rugby degli All Reds.

“Ce ripigliamm tutt chell ch’è o nuost”. Parafrasando don Pietro Savastano è questa ora l’intenzione del centro sociale La Strada. Da oltre un anno con la lista “Super 8”, la sinistra antagonista spinge come futuro presidente Amedeo Ciaccheri, anche lui giovane militante de La Strada e proveniente, come buna parte dell’attuale gruppo dirigente, dall’esperienza maturata nel collettivo di uno dei licei più “rossi” di Roma, il liceo Socrate della Garbatella. Singolare che anche lo sfidante di Ciaccheri alle primarie del prossimo 28 aprile, il vicesegretario regionale del Pd Enzo Foschi, si sia diplomato anche lui al liceo Socrate, sia nato alla Garbatella e il bar storico di fronte al centro sociale La Strada sia di proprietà della sua famiglia. Insomma queste primarie saranno una sfida tra “vecchi amici”, per stabilire la gerarchia elettorale tra l’estrema sinistra e un Pd fortemente spostato a sinistra.

Un’alleanza molto solida quella tra i compagni duri e puri della Garbatella e i piddini, consolidata dall’appoggio incondizionato al presidente della Regione Lazio Zingaretti, sostenuto nel 2013 come nelle elezioni del 4 marzo 2018. Non è un caso che il vicepresidente della Regione dal 2013 al 2018 sia stato proprio quel Massimiliano Smeriglio, “fondatore” del Centro Sociale La Strada e primo presidente dell’VIII Municipio. Insomma un quadro politico che ha sempre garantito all’estrema sinistra di zona la più totale impunità per le innumerevoli aggressioni e intimidazioni in stile mafioso realizzate in questi anni: dalle mattonate lanciate contro gli studenti di destra, passando per il disinfettante spruzzato addosso agli attivisti della Lega, fino agli episodi più recenti, come l’aggressione agli esponenti di Forza Italia un mese e mezzo fa e l’assalto mancato nei confronti di CasaPound di sabato scorso .

Si potrebbe scrivere un libro solo raccogliendo gli episodi di violenza che hanno visto coinvolti gli esponenti del centro sociale La Strada. Un’abitudine alle aggressioni e alle intimidazioni che non viene mitigata nemmeno dai propositi “governisti”, come dimostrano le dichiarazioni del candidato presidente Amedeo Ciaccheri. Rilanciando proprio un comunicato de La Strada, ha invitato le forze dell’ordine a non concedere spazi a CasaPound Italia, che sarà regolarmente presente a queste elezioni, altrimenti ogni iniziativa nell’VIII Municipio verrà “contestata”. Una vera e propria minaccia mafiosa e propositi di future aggressioni che mal si addice ad un candidato presidente che sta tentando, invano, di mostrare il volto buono dei “compagni” romani, passando nella comunicazione a parole d’ordine più “civiche” e meno “politiche”. Rinunciando al tradizionale rosso nella comunicazione ad un più rassicurante viola, nel tentativo di andare a recuperare proprio quei consensi passati ai 5 Stelle.

Giuliano Lebelli

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