Washington, 8 ott – La trovata, va detto, era stata geniale: presentarsi alla Paris fashion week, la settimana parigina della moda, con una maglietta riportante lo slogan «White lives matter». A compiere l’ardito gesto è stato Kanye West, mandando in cortocircuito le assatanate lobby antirazziste. Inutile specificare che la mossa del rapper afroamericano ha sollevato un vespaio di polemiche, e che era lecito attendersi delle rappresaglie. Che infatti sono puntualmente arrivate: Adidas ha deciso di congelare il contratto di collaborazione con l’irriverente Kanye West.

Volano gli stracci tra Adidas e Kanye West

In sostanza, il colosso dell’abbigliamento sportivo ha annunciato di aver bloccato la vendita del brand di sneakers creato dal rapper, cioè Yeezy. Nel suo comunicato ufficiale, Adidas non fa preciso riferimento alla maglietta della discordia indossata da Kanye West. Ma non è che ci voglia un genio per capire che la ragione è proprio quella. In sintesi, la collaborazione sarebbe stata «messa sotto esame» poiché «le partnership che funzionano sono legate al rispetto reciproco e ai valori condivisi». Tra i valori condivisi, a quanto pare, Adidas contempla anche l’antirazzismo dei beceri e dei violenti (perché tali si sono dimostrati i militanti di Black lives matter).

La risposta del rapper

Ad ogni modo, Kanye West ha deciso di rispondere a modo suo: «Fanc*lo Adidas, sono io Adidas, loro hanno violato e rubato le mie creazioni». Queste sono le (moderate) parole che il rapper ha affidato a una storia sul suo profilo Instagram. Il post, però, è stato in seguito rimosso. Non è comunque la prima volta che si registrano tensioni tra l’artista e il noto marchio d’abbigliamento: pochi mesi fa Kanye West aveva accusato Adidas di aver messo in commercio un paio di scarpe molto simili a una sua creazione, contravvenendo così agli accordi previsti nel contratto di collaborazione (uno dei più fruttuosi nella storia di Adidas, questo va detto). Anche in quel caso volarono gli stracci. E ora ci si mette pure l’antirazzismo. Sappiamo già come andrà a finire.

Vittoria Fiore

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