Roma, 18 nov – A distanza di ventuno anni dalla morte di Lucio Battisti le sue opere fanno ancora discutere. Come molti di voi sapranno, la sua discografia (almeno, quella prodotta in tandem con Mogol) è su Spotify. Subito gli “esperti del settore” hanno analizzato l’andamento degli ascolti e ne hanno tratto delle conclusioni… errate.

Battisti “flop”?

I primi a dire che Battisti su Spotify sono stati quelli di Rolling Stone – quella rivista che qualche volta si ricorda di parlare anche di musica. “Un mese e mezzo dopo l’operazione, i numeri fatti da Battisti su Spotify sono relativamente modesti” scrivono. Per poi dire: “Non lo sono in assoluto. Lo sono in relazione alla fama dell’artista e al clamore mediatico di cui ha goduto l’operazione”.

I numeri di Battisti

Ecco quindi che la teoria del “flop” fa acqua da tutte le parti proprio per loro stessa ammissione. Ad oggi, la canzone più ascoltata di Lucio Battisti rimane Il mio canto libero con 1.625.138 streamLa canzone del sole con totalizza 1.182.180 ascolti,  Un’avventura (1.013.513), I giardini di marzo (1.041.390) e  Mi ritorni in mente (1.311.286). Come scrive Agi, oltretutto, “l’esordio è stato praticamente da record: nelle prime 24 ore dal lancio ben 16 suoi pezzi sono finiti nella classifica top 200, quella globale, scavalcando tutte le più importanti e note popstar del momento“.

Un artista già diffuso

Secondo i dati riportati da Rolling Stone, invece, e aggiornati al 15 novembre, il clamore non terrebbe il passo con gli ascolti “modesti”. Ma facciamo un passo indietro. Tanto per cominciare, sebbene gli eredi di Battisti fossero piuttosto rigidi riguardo alla condivisione dell’opera artistica del cantautore, i pezzi erano già diffusi su You Tube o, comunque, su altre piattaforme – per non parlare della recente uscita della collezione dei Masters, un’operazione commerciale accolta con grandissimo favore.

Confronti tra artisti

Dunque, non si tratta di nuove uscite che “catturano”, per forza di cose, l’ascoltatore. I “numeri” di Battisti su Spotify (se ha senso misurarli, dato che si tratta di un autore ormai di culto – è come registrare quanti spettatori vedano oggi i vecchi film di Carpenter, per intenderci) rimangono comunque ottimi. Per fare un esempio, il nuovo singolo di Gianna Nannini La differenza uscito l’undici di ottobre ha totalizzato 488.355 ascolti. E la scelta della cantautrice senese non è casuale: probabilmente attinge dallo stesso bacino di Battisti. Perché già andare a scegliere un Tommaso Paradiso o un disco di trap non ha senso, nel paragone – in tutti gli anni in cui la discografia di Battisti/Mogol non è stata diffusa, i fan di Battisti si sono “arrangiati” alla grande.

I maggiori ascolti? L’età sorprende

Quello su cui dovremmo concentrarci e che fa riflettere, dati alla mano, è che Spotify è una piattaforma per lo più utilizzata dai giovani fino ai trent’anni (anche se non solo da loro). Quindi l'”operazione Battisti” va a raffrontarsi con un pubblico molto giovane. E, infatti, secondo dati riportati da AGI e dallo stesso Rolling Stone, i maggiori ascolti della discografia di Battisti si riscontrano nella fascia che va dai  18 ai 24 anni (24,79%) (quella più giovane, insomma) seguita poi dai 25 ai 29 anni (22,89%). Insomma, il 50% degli ascoltatori di Battisti su Spotify non solo è “under 30” come scrive Rolling Stone, ma c’è una grande percentuale che addirittura è under 25. Il “risultato” strabiliante sta già in questo. A leggere certi articoli, invece, sembra di sentir risuonare i classici “rosiconi” di sinistra che detestavano, quando Battisti e Mogol scalavano le classifiche, il successo di album come Il mio canto libero. E invece, sapere che la sua canzone più ascoltata tra gli adolescenti è proprio questa, fa riflettere – e sperare bene.

Ilaria Paoletti

1 commento

  1. Grande Ilaria! Tutto giusto. Possiamo anche aggiungere che dei dischi di Battisti ne girano già a milioni, tra vinili, cd musicassette e raccolte varie ( Master è solo l’ultima raccolta in ordine di tempo ). La vera notizia resta comunque che canzoni scritte circa 45 anni fa registrano ancora 1.6 milioni di ascolti in un mese ! Bella quella cosa sui “rosiconi. …”

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