Roma, 18 nov – Elisabetta Trenta contro tutti: non molla la casa dove non dovrebbe stare, nonostante il suo partito, il Movimento 5 Stelle, le stia intimando ripetutamente di andare via subito (per non parlare, ovviamente, dell’opposizione). E intanto la procura militare di Roma indaga sull’appartamento di servizio assegnato alla Trenta quando era ministro della Difesa, e che ha mantenuto anche al termine del suo incarico dopo la riassegnazione dell’alloggio al marito militare (che però non ha un grado abbastanza alto per avere diritto all’appartamento in questione). La procura militare ha aperto un fascicolo senza indagati né ipotesi di reato, dopo le notizie uscite sui media. Secondo quanto si apprende, si tratta di un’indagine meramente conoscitiva per compiere i dovuti accertamenti sul caso.

Blog delle Stelle all’attacco dell’ex ministro

Ma il dato politico è che la replica dell’ex ministro non ha convinto il M5S che in un duro post nel Blog delle Stelle ha definito le sue spiegazioni “insufficienti” e le ha chiesto di “lasciare quella casa”. “I nostri valori sono incompatibili con l’intenzione di mantenere l’appartamento. Ci sono soldati e militari che hanno davvero bisogno di un alloggio e non è il caso di Elisabetta Trenta e del marito”, si legge sulla pagina ufficiale dei 5 Stelle. Il fatto che la Trenta non schiodi è “inaccettabile”, si legge sul blog. “Quella degli alloggi militari è una questione di cui ci siamo occupati, perché spesso prevalgono amicizie e clientelismi, a danno dei soldati che, appunto, hanno davvero bisogno”.

“Non sono concessi sconti”

Insomma, il M5S, in cui – a sentire lei – l’ex ministra dovrebbe sicuramente rimanere, usa parole dure: “Non sono concessi sconti. Questa è una guerra a una mentalità molto radicata nel nostro Paese. O la trasformiamo noi, o non c’è nessuno che lo farà al posto nostro”. La conclusione della nota non lascia dubbi: “Quindi ci auguriamo che Elisabetta Trenta lasci la casa e se il marito, in quanto militare, ha diritto ad un alloggio può fare domanda e lo otterrà“.

Di Maio: “Fa arrabbiare i cittadini e anche noi del M5S”

Il capo politico del M5S, checché ne dica la Trenta di aver chiarito tutto, non fa sconti: “E’ inaccettabile: Trenta ha smesso di fare la ministra, aveva tre mesi per lasciare la casa, ed è bene che la lasci. Se il marito, come ufficiale, ha diritto all’alloggio può fare domanda e potrà accedere come gli altri ufficiali dell’esercito a un appartamento. Questa cosa fa arrabbiare i cittadini e anche noi del M5S, gli unici deputati che si tagliano gli stipendi“.

Il punto è che, per salvare la faccia, i 5 Stelle – alle prese con un crollo verticale dei consensi – saranno costretti ad espellere la Trenta, nel caso in cui dovesse ostinarsi a non mollare l’appartamento di “alta rappresentanza” di 200 metri quadri in pieno centro storico a Roma. E a quanto pare l’ex ministro grillino non pare proprio intenzionata a sloggiare. Anzi, dice pure che vive nella casa con il marito, mica da sola, e che paga ben 540 euro di affitto (costo medio mensile di un box auto, in quella zona).

Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. quando su facebook si cancellano quasi la metà dei commenti,ossia circa 900 su 1.900…politicamente hai già perso prima ancora di iniziare,come questo ex ministro illustra.

    questi erano quelli delle telecamerine,dirette streaming e “scatolette di tonno aperte”, giusto per ricordare.

  2. Nella migliore”tradizione” comunista/pidiessista… Gente priva di ogni qualità, ( positiva, n.d.r.), che si arricchiscono e vivono nel lusso piu sfrenato mungendo lo Stato, (gli Italiani!, n.d.r.), all’ inverosimile e nel modo più SFACCIATO!…..

  3. però….per essere intellettualmente onesti nonchè “figli di puttana” (come dal grido di guerra del GOI) andrebbe rimarcato che questo improbabile ex Ministro della Difesa,incarna al meglio – anche esteticamente – BUONA PARTE di chi si è arruolato solo alla ricerca di un comodo impiego statale;

    che poi fosse “o’surdato” oppure alle Poste o alla Anagrafe, l’importante era ed è tirare uno stipendio sicuro,stellette o meno.

    naturalmente non c’è niente di male nel volere svolgere un lavoro onesto in Uniforme,ma il “mestiere delle armi” è davvero ben altra cosa…

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