Milano, 2 dic – I fatti come prima cosa. Chiara Biasi, nota influencer (ergo una che lavora con la sua immagine) è protagonista di un servizio de Le Iene. In questo servizio, la Biasi viene indotta a credere che le foto che la ritraggono, e che saranno oggetto di una campagna pubblicitaria a tiratura mondiale, sono state modificate in modo da renderla a dir poco ridicola.

Isteria da influencer

Il servizio, in tipico stile Iene, segue la Biasi da quando apprende la notizia fino alla riunione con i complici che interpretano l’avvocato della società cinese “appaltatrice” delle foto, l’industriale cinese, l’art director che rivendica il suo  lavoro come “arte” – le foto con la Biasi vengono modificate per farla apparire seduta su un water o mentre “surfa” un assorbente” – e via dicendo. Vediamo la Biasi piangere, chiamare le sue amiche, sbraitare contro il suo agente e chi più ne ha, più ne metta.

Solidarietà o no?

Da queste immagini parrebbe che, a tutti gli effetti, la Biasi abbia ragione; lei con l’immagine ci lavora e a nessuno di noi piacerebbe vedersi ritratti seduti sul water senza preavviso, per una campagna pubblicitaria che finisce su Vogue. E’ altresì evidente, da questo filmato, che la Biasi di certo non è Margherita Hack – ad esempio, se ti mandano uno screenshot che ti ritrae su Vogue China, magari vai a verificare il sito della rivista; il tutto ha il sapore di un’organizzazione un po’ pecoreccia, distante anni luce dalla “professionalità” che ci si aspetta di vedere dietro certi fenomeni.

Gli “infausti” ottantamila euro

Le istanze dell’influencer sino ad un certo punto fanno ridere ma sono pur legittime; poi si arriva all’infausta frase. L’importo pattuito per tale servizio fotografico era di ottantamila euro. La Biasi sin dal principio lamenta di non aver ricevuto una lira. E poi sentenzia: “Ok, accetto di andare su un assorbente, ma per ottantamila euro? Io per ottantamila euro manco mi alzo al mattino e mi pettino i capelli!”. Mal gliene incolse. Alla fine, la Iena svela alla Biasi che è tutto uno scherzo; lei piange, manda affanculo tutti, e lo show è servito.

Una valanga di m***a

Le sue parole sugli ottantamila euro, però, a quanto pare la perseguiteranno a lungo; sul web, poco dopo la messa in onda del servizio, è calata una vera e propria shitstorm sulla Biasi.  “Questo è uno schiaffo a gente che si alza alle 3 di notte per andare a lavorare e portare a casa 1000 euro o anche di meno. Vergognoso” scrivono su Twitter. “Ciao Chiara Biasi, domani mattina devo alzarmi, cucinarmi il pranzo che riscalderò e mangerò in ufficio in 30 minuti. Percorrerò 25 chilometri, spero senza nebbia per andare a lavoro, e spero di tornare integra a casa. Ah no, non per 80mila euro. Proprio no. Per meno di 1000 euro AL MESE”, scrive un altro utente.

La replica della Biasi

Qualcuno arriva a invocare un “defollow di massa” del profilo della Biasi – una stilettata al cuore per un’influencer. La Biasi è corsa ai ripari, sempre a mezzo social, scrivendo che “Mai sputerei sul denaro anche perché lavoro e mi mantengo da dieci anni. Quello che intendevo io è che per quella cifra non sarei mai voluta diventare famosa per stare seduta su un water appesa al Duomo o per volare su un assorbente”. Insomma, un po’  perché è stata messa in mezzo dalle Iene che raramente montano i servizi in maniera cristallina, un po’ perché proprio non ci arriva, la Biasi ha detto una frase infelice. E allora?

La nostra cattiva coscienza

Una frase del genere non fa altro che mettere in luce la nostra cattiva coscienza. Prima “rendiamo famose le persone stupide”, dai tempi di Paris Hiton in poi, poi ci sorprendiamo che questi fenomeni arrivino, tra sponsorizzazioni e servizi fotografici, a guadagnare cifre astronomiche per l’uomo del marciapiede. Ma a chi stiamo facendo la morale? Alla Biasi o a noi stessi? E’ inutile spendersi in distinguo e dire e dirsi “io non la seguo, non so nemmeno chi sia”. Perché non ci rende migliori; il sospetto è che chi è corso ad insultarla sui social (fermo restando che trattandosi di un servizio de Le Iene potrebbe essere tutto un artifizio stile Scherzi a parte concordato tra la Biasi e la redazione) chiedendone una lapidazione virtuale sia la stessa persona che ne spia ogni mossa su Instagram, ogni foto un po’ osé, ogni bacio rubato o meno col fidanzato di turno. Noi alimentiamo questa cultura, noi la denigriamo; la Biasi passerà un brutto quarto d’ora, ma queste polemichette di certo non fermeranno il circuito orrido che le hanno partorite.

Ilaria Paoletti

4 Commenti

  1. E poi ci si chiede perché certe donne faticano a trovare un uomo decente?! L’ indecenza chiama indecenza.
    Forse è anche per questo che arrivano i bipedi neri; sono di bocca buona.

  2. ….io non la seguo, non so nemmeno chi sia…. Perché mi rende migliore…………e sopratutto non farei guadagnare 80mila euro alla tizia…

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