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Roma, 3 mag – Federico Leonardo Lucia, più noto come Fedez, è un gran furbacchione. Di certo, sa come prendersi le luci della ribalta. E infatti, grazie al suo «pippone» al concerto del Primo maggio, non si parla d’altro che di lui. Esatto: non si parla del Covid, delle riaperture e della crisi economica, ma del marito di Chiara Ferragni. D’altra parte i Ferragnez, il marketing, lo sanno fare molto bene. Dopo il suo endorsement per il Ddl Zan, nel momento in cui l’attenzione su di lui era alle stelle, il rapper  ha lanciato la sua linea di smalti. Il denaro, si sa, non dorme mai. Ora, però, forse è arrivato il momento di pagare il conto: sì perché il Codacons ha deciso di accusare Fedez di pubblicità occulta.



Fedez ha fatto pubblicità occulta?

L’associazione dei consumatori, infatti, non ha preso bene il modo in cui il rapper si è presentato sul palco del concertone del Primo maggio. A finire nel mirino è soprattutto il cappellino dell’influencer, che presentava su un lato l’enorme baffo della Nike. Insomma, per il Codacons, sia Fedez che la Rai avrebbero fatto pubblicità occulta: «Presenteremo domani un esposto ad Antitrust e Commissione di vigilanza Rai», ha annunciato l’associazione dei consumatori in un comunicato. La richiesta è quella di aprire «una inchiesta volta a sanzionare chi ha permesso a Fedez di realizzare, attraverso il concerto del primo maggio e gli schermi Rai, un mega spot pubblicitario a favore della Nike, di cui il rapper indossava un cappellino con il marchio ben in vista».

Il Codacons promette battaglia

Secondo il Codacons, insomma, si sarebbe trattato di «un’immensa pubblicità occulta alla Nike fatta dal palco del concertone attraverso lo stesso Fedez, in palese violazione delle norme a tutela dei consumatori». Una pubblicità occulta, aggiungono, «ancor più grave se si considera che la Nike è stata più volte associata al fenomeno dello sfruttamento del lavoro in paesi sottosviluppati, e la pubblicità al marchio ad opera di Fedez è avvenuta nel corso di un evento dedicato proprio alla difesa dei diritti dei lavoratori». Diritti di cui a Fedez, chiaramente, non importa un tubo.

Elena Sempione

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1 commento

  1. Come è ben riconosciuto tra i “navigati”, il marketing a basso tasso etico si sintetizza nel detto:
    “importante è parlarne” !

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