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Milano, 9 nov – Quest’anno Joe Biden va un casino, un po’ come le gonne di tulle, allora Chiara Ferragni non poteva farci mancare il suo endorsement al candidato democratico per la Casa Bianca. Quando al netto delle accuse di brogli e via dicendo Biden ha vinto, l’insalata bionda antifascista ha esultato con un post “pelosetto” che denota senza meno la caratura del suo pensiero politico: una foto del presidente col suo cane, con la fine analisi – rigorosamente in inglese – che sostiene che chi ama i cani è una persona migliore.

La Ferragni e il canile social

Questo concetto un po’ tagliato con l’accetta ve lo poteva esprimere anche zia Concetta che ama i pelosetti su Facebook, però se lo dice una che ha 20 milioni di follower allora siamo di fronte a 20 milioni (centinaia più, centinaia meno) di minus habens che pensano di poter parlare di politica perché hanno una tastiera qwerty e due tacche di connessione. Da che è mondo e mondo, le principali pop star e attori statunitensi hanno appoggiato i più progressisti (all’apparenza) democratici, e nessuno di noi ha battuto ciglio. Possiamo essere d’altra opinione ma, se non altro, “loro” quelli li votano e li eleggono e anche se privilegiati se li tengono per tutto il mandato. Lady Gaga, Springsteen, Jennifer Lawrence e chi più ne ha più ne metta.

Chiara, ma i “cattivi” non amano i cani?

Ma la Ferragni, che della politica internazionale ne sa più o meno quanto ne so io di illuminanti per il viso e non è neanche cittadina statunitense, perché mai dovrebbe esultare? Posta questa doverosa pure se scontata domanda, l’altro quesito è: veramente tutte le persone migliori che conosce amano i cani? Basta questo a classificare Biden come una persona da portare in palmo di mano? Senza scomodare paragoni storici “scorretti” (chi ha detto Hitler? Chi ha detto Blondi? Io no!), alla Ferragni che di certo non è una fan di Putin basterebbe fare una piccola ricerca su YouTube per scoprire che anche il “cattivissimo” russo si sdilinquisce per un cucciolo di pastore del Caucaso. Eppure lei non condividerebbe nemmeno una virgola – se sapesse cosa dice – delle idee di Putin.

Eppure con la “cultura fascista” la Ferragni era partita … bene

Siamo a questi livelli, Chiara, davvero? Dopo il panegirico graffiante sulla cultura fascista in seguito all’omicidio di Willy Duarte, siamo tornati al livello della manfrina che “chi ama i cani non può essere cattivo”? Da una che sta con il fine politologo Fedez, che ciarla di fascisti appesi e fa le foto a una libreria piena di tomi, ci aspettavamo di meglio. O forse è prontissima per scendere in politica in Italia, visto il livello a cui siamo giunti. Un livello da cani.

Ilaria Paoletti

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5 Commenti

  1. Antichi proverbi: “Chi ama i cani non ama i cristiani”
    E, in passato, ‘cristiano’ era sinonimo di uomo…

  2. Pessimo articolo… Chi ama i cani é risaputo che abbia una apertura di cuore maggiore per gli esseri viventi rispetto a chi non li ama… Ma non tutti possono capirlo infatti……….

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