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Berlino, 18 gen – Nina Queer, performer e artista dichiaratamente trans, si è attirata l’odio addosso in Germania per essersi autodefinita “Hitler trans”. Ed è stata eliminata da un talent show.

Nina Queer, trans eliminata dal reality

A causa di questa peculiare autodefinizione, Nina Queer è stata espulsa dal reality tedesco Ich bin ein Star, un talent show. L’emittente Rtl lo ha annunciato lunedì sera, motivando l’esclusione di Nina Queer sulla base di una “posizione di chiara condanna di ogni forma di antisemitismo, razzismo e discriminazione”. “Non possiamo e non vogliamo offrire a chi si definisce Hitler trans una piattaforma nell’ambito di uno spettacolo di intrattenimento”, ha dichiarato il Direttore Generale di RTL Joerg Graf.

Le opinioni scorrette di Nina

Già in passato, secondo IlMitte.com Nina Queer ha fatto già discutere in passato: l’SPD nel corso della campagna elettorale del 2016 la voleva nominare “ambasciatrice della tolleranza”. La cosa fu presa male dal CDU, che accusò la transa di aver promosso anni prima, stereotipi razzisti. Nel 2017, invece, la trans reagì duramente ad un attacco omofobo avvenuto a Neukölln, Berlino, scrivendo un post su Facebook in cui invocava la deportazione dei colpevoli di origine araba, “che fossero nati in Germania o no”. Come prevedibile, l’SPD la licenziò dal ruolo di “ambasciatrice della tolleranza”.

“Non mi importa se mi chiamano Hitler trans”

E sono ancora vecchie dichiarazioni della trans a metterla nei guai: sotto accusa, cose dette nel 2017 e nel 2019 al Tagesspiegel. La Queer ha ammesso di essersi fatta prendere la mano contro gli arabi dopo l’aggressione omofoba del 2017, ma ha ribadito di non accettare in nessun modo che gli omosessuali siano attaccati dagli arabi a Kreuzberg, Berlino. E se questo la classificava come razzista, non le importava: “E allora vuol dire che sono la prima ‘Hitler trans’ che ci sia. Lo accetto”.

La difesa di Nina

La Queer dice che le sue parole sono state mal riportate. L’espressione “Hitler trans” non sarebbe stata inventata da lei, ma dallo stesso Tagesspiegel e  dal redattore Sebastian Goddemeier. “Mi è stato chiesto se mi avrebbe dato fastidio se fossi stata ritratta come Hitler trans e a quel punto ho risposto: Allora sono il primo Hitler trans, lo accetto”, ha scritto su Facebook Nina Queer. Il Tagesspiegel ha respinto le accuse al mittente. “Chiediamo a Nina Queer di smettere di diffondere questa affermazione e di cancellarla dai suoi social”, conclude il Tagesspiegel.

Ilaria Paoletti

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