Roma, 21 giu – Sempre evocata, spesso lodata, ma notoriamente inesistente. Sì, stiamo parlando della fantomatica «solidarietà femminile». E se già in condizioni normali è un’entità fantasmagorica, le cose si complicano ancora di più se ci mettiamo di mezzo la politica. Se poi addirittura entrano in scena due cime inarrivabili come Vanessa Incontrada e Kasia Smutniak, le cose non possono che precipitare definitivamente: l’attrice polacca e la showgirl spagnola, infatti, a stretto giro di posta hanno attaccato frontalmente Giorgia Meloni, accusandola di ogni possibile nefandezza.

«Piccola, stupida, disumana»

Galeotto fu l’intervento della presidente di Fratelli d’Italia a Marbella. Nella cittadina andalusa, la Meloni aveva presenziato all’evento elettorale organizzato dal partito sovranista spagnolo Vox, scagliandosi, tra le altre cose, contro le lobby Lgbt. Per questo peccato di lesa maestà arcobaleno, sono dunque scese in campo la Smutniak e la Incontrada, che dall’alto della loro sapienza hanno bacchettato la Meloni. Particolarmente articolata l’argomentazione dell’attrice polacca, che ha definito la presidente di Fdi «volgare, inadeguata, non all’altezza, triste, morbosa, infelice, priva di eleganza, di amore, di buon senso, indegna, ingiusta, aspra, acida, vomitevole, piccola, inutile, stupida, idiota, kitch, sbiadita, inesatta, errata, carica di odio, disumana». E pensare che un paio di anni fa, con la maggioranza gialloverde al governo, la Smutniak aveva mostrato un po’ più di raziocinio.

Dopo la Smutniak, anche Incontrada contro la Meloni

Ma anche la Incontrada non è stata da meno. Sebbene di recente sia totalmente assorbita dalla lotta contro il body shaming e il grasso in eccesso (ma con qualche contraddizione di troppo), la showgirl spagnola ha comunque trovato il tempo per commentare l’uscita della presidente di Fdi: «Che paura», è stato il suo grido di dolore su Instagram di fronte alle immagini della Meloni al comizio di Vox. Se poi ci aggiungiamo il discorso contro le cosche Lgbt, l’Incontrada vorrebbe nascondersi sotto il letto: «Ancora più paura, l’orrore in queste parole». Una potenza argomentativa da non sottovalutare.

Elena Sempione

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta