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Roma, 27 lug – J-Ax, paladino anti-Covid, ha deciso di prendere di petto un mostro sacro del rock come Eric Clapton per la sua decisione di non fare concerti dove fosse vietato l’ingresso ai non vaccinati. E invece di limitarsi a commentare una decisione “politica”, s’è spinto un po’ troppo in là, arrivando a parlare di musica e di droga.



J-Ax, “Eric Clapton, influente sì, ma …”

J-Ax, prolifico autore tra le cui opere annoveriamo Vorrei ma non posto e Ostia Lido, ha venduto moltissimi dischi ma di certo non si può dire che abbia nel tempo sviluppato una capacità musicale tale da giudicare Eric “slow hand” Clapton, uno che ha composto Layla e Beautiful tonight. Il chitarrista, uno dei migliori al mondo, non ha di certo bisogno di soldi per sbarcare il lunario dunque è nella posizione di poter decidere come fare i concerti e a quali condizioni. Dunque ha dichiarato che non terrà concerti dove è vietato l’ingresso ai non vaccinati.

“Ai suoi concerti si muore di noia e Covid”

J-Ax, la mente dietro Tranqui Funky, ha quindi attaccato su Instagram Eric Clapton, che non sa neanche chi sia, definendolo un “artista influente, per fortuna soltanto tra i boomer” e un “irresponsabile”. Ha quindi rincarato la dose dicendo che d’ora in poi ai suoi concerti si potrà morire “non solo di noia ma anche di Covid”.

La battuta sulla “Cocaine”: da che pulpito

E ancora, dal paladino della marijuana libera e della finta ribellione (uno che in breve s’è fatto i rasta e ha “scoperto” il punk alla veneranda età di 30 anni nel periodo Domani smetto) dice: “Ora che possiamo finalmente riaprire in sicurezza, dobbiamo sentire queste stronzate che ci riporterebbero a chiudere tutto per mesi. Forse a qualcuno la Cocaine non è ancora scesa“. Il riferimento è al blues interpretato da Clapton proprio sulla famosa droga. Droga della quale, ricordiamo, lo stesso rapper milanese era diventato “schiavo”, e anche per molto tempo. Almeno, stando alle sue stesse dichiarazioni risalenti al 2016. Insomma, J-Ax tutto può fare tranne che criticare una canzone del 1976, peraltro nemmeno scritta da Clapton ma da Cale e solo in seguito da lui interpretata, quando lui stesso nella cocaine ci era dentro mani e piedi fino all’altro ieri: quando, insomma, della cocaina e dei suoi effetti nefasti si sapeva tutto per filo e per segno.

Persino Nina Zilli lo blasta

Le dichiarazioni di J-Ax hanno così scatenato controversie e pernacchie che persino Nina Zilli ha replicato al rapper: “A me non annoia per niente, anzi. Ma mi pare che l’uomo sia rimasto “un po’ estremuccio”. Quando dici “separare la persona dalla sua musica”. Ecco”. Sarebbe da dire che anche “le pulci hanno la tosse” se non fosse che poi rischierebbero di doversi fare un tampone Covid le povere incolpevoli pulci …

Ilaria Paoletti

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5 Commenti

  1. In fondo anche uno studentello del liceo può criticare Aristotele, quindi anche J-Ax può avvalersi del diritto dei sparare cazzate. In effetti lo fa, senza se e senza ma. La colpa è di chi gli dà spazio.

  2. Ho ragione di credere che al sig. Aleotti – che di fatto non è neanche un pelo, artisticamente parlando, del cazzo del bluesman di Ripley -, a questo giro, la “sbobba” gli abbia fatto male. Molto male.

  3. Clapton ha ragione,e si dimostra molto intelligente. J-Ax,ma vedo anche Nina Ziili,forse non sanno,che i vaccinati possono contagiarsi e contagiare e perfino morirne di covid,esattamente come i vaccinati per il vaiolo o il tetano,si puó contrarlo e si puó morirne,il vaccino puó aiutare,ma non copre totalmente. Questo me l’avevano detto dei medici. Inoltre fare vaccini obbigatoriamente espone le persone a rischi di danni gravi o morte. Magari poche,ma stanno comunque,anche se poche,sulla coscienza di tutti quelli che ubbiscono….come i cani.

  4. Brutta storia stare sui social alla larga troppi analfabeti funzionali che non perdono occasione per manifestarlo e rendersi superflui ai piu! …beh che dire…citroena ax e tutta la pletora di artistucoli alla corte di Fanfake, sfattoquotidiano, open …praticamente un centro sociale di drogati erranti!

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