Roma, 1 dic – Oggi chi accusiamo di razzismo? Vediamo, vediamo… ma sì, Tim Burton fa proprio al caso nostro. Come ha osato tirar fuori un film con attori neri che fanno la parte dei cattivi? Già, pare una burla, e invece l’idiozia imperante ha toccato stavolta vette apparentemente irraggiungibili. Non ci giuremmo però, i record sono sempre battibili. Sta di fatto che in questo caso si è scatenato una bufera social contro il regista e in particolare contro la sua nuova serie Mercoledì, dal 23 novembre su Netflix, che segue le avventure del personaggio di Mercoledì Addams.

Tim Burton accusato di razzismo. L’ultimo delirio

Tim Burton è uno dei produttori esecutivi della serie ed è finito al centro della surreale polemica. Come riportato dal New York Post, gli accusatori contestano il fatto che l’attrice nera Joy Sunday interpreta una ragazza cattiva e l’attore nero Iman Marson interpreta un bullo nonché figlio di un sindaco corrotto. Come se non bastasse, affermano gli “acuti” critici di Tim Burton, nella serie il sindaco possiede anche Pilgrim World, museo che celebra pellegrini e colonizzatori. “Perché hanno reso tutte le persone di colore, in questo show, delle persone terribili?“, scrive su Twitter un utente indispettito. E ancora: “Come ha fatto Netflix a non vedere nulla di sbagliato in questo? Odio l’io razzista di Tim Burton”.

Mike Simpson, collaboratore di Burton, ha stroncato così le accuse di razzismo al regista: “Neppure inoltro una richiesta di commento così stupida a Tim”. Per poi ironizzare: “Tuttavia, a quanto pare anche l’ora legale è razzista“, riferendosi a un articolo della Cnn in cui si sosteneva che l’ora legale influisce in modo sproporzionato sul sonno e sulla salute delle minoranze etniche. D’altronde la serie Mercoledì “è stata girata in Romania, dove si osserva l’ora legale… “, ha fatto notare Simpson.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. L’ ora legale è una ulteriore forzatura del capitalismo saccheggiatore, innaturalmente consona al consumo autodistruttivo.

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