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Milano, 4 mar –  Enrico Ruggeri parla del fatto che, a parte alcuni lavoratori dello spettacolo rimasti a piedi, sono ancora tanti gli artisti  che si nascondono dietro un riservato silenzio quando si parla della gestione dell’emergenza Covid: “Molti hanno famiglia e hanno paura di perdere il lavoro”. E non si risparmia nemmeno sul governo Draghi.



Ruggeri: “Covid? Ormai siamo rane bollite”

 

Per spiegare l’apparente indifferenza degli italiani (artisti e non) verso le restrizioni anti-Covid, Ruggeri scomoda Noam Chomsky e il suo esempio della rana bollita: “Se mettiamo una rana in un pentolone di acqua bollente, la rana salta subito fuori. Se invece l’acqua è fredda e la riscaldiamo gradualmente, la rana non scappa via, nuota, si abitua fino al punto di non riuscire più a muoversi Ecco, noi siamo come la rana bollita: ormai ci siamo abituati a tutto. Prima ci hanno tolto i viaggi, poi hanno imposto il coprifuoco, poi hanno chiuso i ristoranti tutto il giorno e noi abbiamo passato il tempo a dire ‘vabbè che sarà mai’… così, un passo alla volta, abbiamo perso la nostra libertà”.

“Non sono negazionista, tanti tacciono per paura”

“Anche gli esperti spesso litigano tra di loro e non hanno un’unica ricetta per uscire dalla pandemia” dice ancora Ruggeri a Il Giornale “io posso solo dire che non si può continuare così: stiamo rinunciando a vivere per paura di morire”. E dicendo questo, Ruggeri rifiuta l’etichetta di negazionista: “una parola antipatica che richiama cose terribili. Il virus c’è e nessuno vuole negarlo, così come nessuno vuole mancare di rispetto alle migliaia di vittime e alle loro famiglie”. Secondo il cantautore, sono molti nel mondo della musica a pensarla come lui: “Quando parlo, mi arrivano decine di messaggi dai colleghi che magari preferiscono restare in silenzio. Direi che nel mio mondo la maggioranza la pensa come me. Io ho le spalle larghe, ma molti hanno timore di non lavorare più. Le assicuro che spesso è molto meglio tacere”.

E del governo Draghi dice …

In merito al governo Draghi, Ruggeri ha le idee chiare: governo cambiato sì, ma non molto altro. “Non sembra essere cambiata la strategia contro il covid” dice Ruggeri “Anche questo, come il precedente, sembra essere tenuto in scacco dai virologi. E guardi che adesso è molto semplice stare al governo”. E pone l’accento sull’ipocrisia nella “distribuzione” delle colpe relativamente ai contagi: “Se le cose vanno bene è merito dei dpcm e di chi sta a Palazzo Chigi” mentre, se vanno male è “nostra. Perché siamo usciti, ci siamo incontrati… la movida. Insomma lo spartito ormai è ben noto. Ma nessuno si rende conto che il problema non è chi beve il cocktail, ma chi lo prepara. Stiamo rischiando di avere migliaia di disoccupati”.

Ilaria Paoletti



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1 commento

  1. Ma paura de ché? I cantanti famosi son tutti benestanti , talmente tanto che potrebbero campare di rendita per il resto della loro vita!! Stessa cosa dicasi per gli attori famosi, la verità è che sono solo un pugno di avide mammolette come in USA, d’altronde l’Italia è una colonia degli USA in Europa e quindi loro si adeguono, tranquilli che se in USA cantanti e attori famosi avrebbero protestato contro questa fake pandemia e allora anche loro si sarebbero subito accodati!!

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