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Sanremo, 3 mar – Amadeus «messo in croce» per essersi fatto il segno della croce poco prima di scendere la scalinata dell’Ariston, durante la prima serata del Festival di Sanremo. Effettivamente mancava il sapore delle mille polemiche che avevano solcato il Festivàl della passata edizione. Ci hanno pensato atei e in misura minore, i musulmani a farsi venire il mal di pancia per il gesto del conduttore.



Gli atei oltraggiati dal segno della croce

Il primo «fiocco di neve» a ritenersi offeso dal segno della croce è stato Roberto Grendene, segretario nazionale dell’Uaar, l’Unione atei agnostici razionalisti. «Il gesto di Amadeus si incastra perfettamente in una tv pubblica orientata a promuovere il cattolicesimo e spendendo soldi pubblici per farlo», si è lamentato ad AdnKronos. «Diverso è se fosse stato un gesto un po’ scaramantico, come i giocatori di calcio quando entrano in campo». Grendene la butta infine sul complottista: «Era un po’ tutto concordato. Amadeus, che è un professionista, non il primo che capita, e la regia del Festival di Sanremo, hanno voluto inserire quel gesto, e in questo senso a me sembra davvero poco opportuno».

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Il mondo arabo è perplesso

Meno melodrammatico, ma comunque perplesso, si dimostra Foad Aodi, presidente Co-Mai, Comunità del mondo Arabo in Italia che ha parlato di gesto poco spontaneo. «Non mi sento di dire che Amadeus ha sbagliato. Rispettiamo ogni gesto individuale che viene dal profondo del proprio credo, però, a meno che non si sia trattato di un gesto spontaneo, lavorando in una televisione pubblica e sapendo che si parla anche a una platea di laici, atei, ebrei, musulmani, forse avrebbe dovuto tenerne conto».

…non tutto

Non tutti sono d’accordo con Aodi. Ad esempio, l’imam di Firenze Izzedin Elzir invita tutti a farsi una camomilla. «E’ come un calciatore che entra nel campo di calcio e si fa il segno della croce. Se uno crede…il credo è un valore aggiunto», dichiara. «Capisco che nella realtà italiana ed europea ci sia troppa paura, per motivi storici comprensibili, delle fedi religiose e dei loro simboli, ma non credo dobbiamo soffermarci su questo, dobbiamo riconciliarci col passato. Ognuno ha la sua fede, il suo credo, il suo pensiero, e anche se non condividiamo dobbiamo considerare la differenza una risorsa, una ricchezza». Per Elzir, il segno della croce di Amadeus «rientra nella libertà di ogni persona. Dunque, non è affatto da condannare».

Cristina Gauri
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6 Commenti

  1. W Pedro “la cipolla” Valti !!!!!!!!!!!

    Noi narcocanzonettisti vogliamo Pedro conduttore !!!!!!!!!

    Il Movimento Voluttuario vuole Pedro 4 President !!!!!!!!!!

  2. A Napoli e nel Sud in generale, i musulmani devono stare attenti anche a come respirano…..Per questo stè cose succedono solo da Roma in su’ ! 😉

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