Roma, 12 dic – Il titolo dell’articolo di cui vi parliamo stavolta è tutto un programma: “Perché l’Argentina non ha più giocatori neri ai Mondiali?”. Ma no, non è Lercio, come si suol dire sui social per fugare qualsivoglia dubbio su serietà e attendibilità del pezzo proposto. A pubblicare cotanta genialata è uno dei più importanti quotidiani americani: il Washington Post. In preda al politicamente corretto più obnubilante, l’autrice dell’articolo in questione – la scrittrice Erika Denise Edwards – si lancia in un’invettiva contro l’Argentina, a suo avviso evidentemente razzista.

“Argentina razzista, non ci sono calciatori neri”: qualcuno salvi il Washington Post

In netto contrasto con altri paesi sudamericani come il Brasile, la squadra di calcio argentina impallidisce al confronto in termini di rappresentanza nera”. Precisando poi che non è la sola ad aver notato questo particolare, anzi qualcuno l’ha preceduta: “L’osservazione non è nuova. Nel 2014, osservatori hanno fatto battute su come anche la squadra di calcio tedesca avesse almeno un giocatore nero, mentre l’Argentina non ne aveva neppure uno durante la finale della Coppa del mondo di quell’anno”. Sì perché se non hai almeno un giocatore nero in squadra, che nazionale di calcio sei? Un’osservazione talmente assurda da meritare giusto repliche ironiche, della serie: “Perché il Senegal non ha giocatori bianchi?”.

A proposito di “inganni”

Augurandoci che l’intenzione non sia quella di introdurre fantozziane “quote nere” nelle nazionali di calcio, è d’uopo – quanto superfluo – far presente all’acuta scrittrice americana che l’Argentina è una nazione sudamericana la cui popolazione è composta per lo più da emigrati europei, in particolare spagnoli e italiani. Di conseguenza gli abitanti neri sono pochi, a differenza di quanto si può riscontrare in altre nazioni del Sud America. Eppure secondo la Edwards la Seleccion non è altro che il frutto di politiche razziste cominciate quasi due secoli fa.

Il tutto tramite il mito dell’”Argentina bianca”. Un colossale inganno che secondo l’autrice sarebbe stato alimentato da discriminatorie visioni ottocentesche tuttora vigenti. Per replicare a questa baggianata basterebbe far presente alla Edwards, e più in generale al prestigioso Washington Post, che l’Argentina è stata una delle prime nazioni al mondo ad abolire la schiavitù: correva l’anno 1813 e negli Stati Uniti in quegli anni sappiamo tutti benissimo come venivano trattate le persone di colore. Meno idiozie woke, signori.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Ormai i giornali della sinistra vanno trattati come fossero pubblicazioni satiriche. Il fatto, poi, che la loro ironia sia involontaria li rende ancora più divertenti. Ne ricordo una di “Le Monde” (nel 2015) che accusava la Lazio di essere fascista perchè i giocatori erano scesi in campo con una maglia scura….

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