Torino, 29 nov – Eniola Aluko, trentaduenne nigeriana naturalizzata britannica e da diciotto mesi giocatrice della Juventus Women, ha deciso di lasciare l’Italia per tornare in Gran Bretagna e lo farebbe per colpa del razzismo che ha subito.

“Ultima partita alla Juve”

“La prossima sarà la mia ultima partita per la Juventus, chiuderò un anno e mezzo di grandi successi e tanti insegnamenti. Sul campo abbiamo conquistato molte vittorie, ma fuori dal campo è giusto dire che le cose sono state un po’ diverse” ha dichiarato la Aluko sulle colonne del giornale britannico The Guardian, storicamente allineato a sinistra. “Sono molto orgogliosa dei traguardi che ho raggiunto, come i trofei e il titolo di capocannoniere. Quando sono arrivata non sapevo se mi sarei adattata al gioco o alla cultura di Torino” scrive ancora la calciatrice ormai ex Juventus. “Ho provato a integrarmi in un gruppo di italiane e non ho mai pensato che fosse semplice. In questa stagione ho cambiato posizione in campo e non è stato sempre facile stare al io massimo, ma è stata un’altra esperienza” dichiara poi la Aluko, ex Chelsea.

“Difficilissimo vivere a Torino”

“Lasciare dopo 18 mesi non è una decisione semplice, ma la mia testa deve essere focalizzata sui prossimi anni di carriera piuttosto che sui prossimi mesi” e poi arriva la bordata contro gli italiani razzisti: “Ma soprattutto gli ultimi 6 mesi fuori dal campo sono stati difficilissimi. Quando sono arrivata avrei voluto scoprire altre città, viaggiare e cogliere opportunità nei giorni liberi. Sono molto curiosa e mi piace andare in giro, ma a Torino non c’è la varietà che speravo di trovare. E spesso sembra una città rimasta una ventina di anni indietro per quanto riguarda l’apertura generale a persone diverse. Mi sono stufata di entrare nei negozi e sentirmi come se il proprietario si aspetti che io rubi qualcosa. Troppe volte si arriva all’aeroporto di Torino e con i cani vieni trattata come Pablo Escobar”. Ma la Aluko tiene a specificare che non ha mai subito razzismo in campo: “Non ho mai avuto esperienza di razzismo dai tifosi della Juventus o dalle altre giocatrici. Ma in Italia e nel calcio italiano c’è un problema e la risposta a questo mi preoccupa molto, dai presidenti ai tifosi nel calcio maschile che sembrano vederla come una parte della cultura del tifo”. E questo la Aluko lo dice in barba ai recenti fatti che vedono protagonista Mario Balotelli e il suo pallone calciato verso la curva veronese, rea di avergli rivolto epiteti razzisti – salvo poi sparire nel nulla cosmico quando le accuse si sono rivelate infondate.

“Questione di tempo prima che calciatori lascino Italia”

Dopodiché la Aluko ci regala un consiglio: “Se un club vuole continuare ad attrarre i talenti verso l’Italia c’è bisogno di far sentire tutti a casa e come parte integrante del progetto a lungo termine. Anche se la squadra gioca bene, se le cose non vanno bene fuori dal campo sarà solo una questione di tempo prima che un giocatore voglia tornare a casa. Non vedo l’ora di salutare i tifosi della Juventus che mi hanno sempre mostrato rispetto e supporto”. Tutto questo panegirico, comunque, non tiene conto degli innumerevoli giocatori di colore che militano in tutte le serie calcistiche italiane senza aver mai parlato di discriminazione. Oppure, non vede che anche fuori dall’Italia, in Paesi assai più “progressisti” come l’Olanda, i giocatori decidono di osservare un minuto di silenzio contro le discriminazioni. Non dimentichiamo, inoltre, che nella Juventus femminile milita Sara Gama, che è anche capitano della Nazionale femminile: la Gama è figlia di padre congolese e madre italiana e già in passato aveva dichiarato che noi europei “siamo mescolati e gli incroci ci migliorano, più lo vedi e più ti ci abitui. Roba che se l’avesse detta un bianco adesso si ritroverebbe sotto accusa di essere un suprematista. Eppure la Gama non è andata a giocare altrove a causa dello schiacciante razzismo italiano; non sarà che a volte la paura di essere discriminati diventa essa stessa discriminazione? ….

Ilaria Paoletti

8 Commenti

  1. Siamo arretrati, non siamo ancora nel quattromila d.C. quando i bambini saranno considerati già uomini!
    Da bianconero dico alla Aluko che la vita è appunto bianconera e deve farsene una ragione e non giustificare malesseri in terra coltivata da altri, non ancora Eden come pensava.

  2. Torna in africa , NOI non piangeremo ……

    A parte le cazzate della faccia di m…. che guadagna come 10/50 operai ?????
    Torino fa schifo ….. pure per me che sono ARIANO !!!!
    I piemontesi sono INOSPITALI …. ho vissuto a Cuneo ed era pure peggio …..
    Sono quasi inospitali come i Liguri …. e questo CHE CAZZO HA A CHE VEDERE COL RAZZISMO ??????

    Solo una Bonga di merda può fare il parallelo (imboccata da qualche GrulloKom ?) tra stare male
    in una città ed il razzismo .
    Perché gli Inglesi sono OSPITALI ? Si , come gli svizzeri , ti valutano dai SOLDI che hai in tasca !!!! Scema ! Non l’ hai ancora capito ????? Tiri fuori una AmericanExpressGOLD e
    ti baciano il CULO , pure se sei un marziano .

    Almeno piemontesi e liguri ti trattano male ANCHE se sei ricco ….. meno ipocriti di Anglo-Svizzeri .

    Il Piemonte intero per me è un posto TRISTISSIMO ….. si salva solo la parte che sta sul Lago Maggiore … non ti piace ? vattene , ma non romperci i coglioni col razzismo …..

    La mia città contende a Verona, nell’ immaginario CattoKom , il primato di città più razzista d’ Italia , Su questo ci hanno rotto i coglioni pure da Israele …. eppure un sacco di stranieri
    ci si trovano BENISSIMO ….. alcuni sono rimasti a viverci anche conclusa l’ attività lavorativa anziché tornare nella loro Patria .

  3. Sinceramente non sapevo chi fossero le due calciatrici (Aluko e Gama), ho visto che la Gama ha giocato piu’ di cento partite nella Nazionale e allora mi viene in mente un paragone tra due calciatori di colore; Balotelli e un altro che ha fatto poco rumore nella sua vita, pero’ chi ama il calcio non puo’ e non vuole dimenticare uno cosi’: un certo Edson Arantes do Nascimento detto Pelè

  4. Ma basta con sté buffonate americanate delle donne che giocano a calcio come professioniste, proprie brutte da vedere in tutti i sensi!

  5. È il LORO MOMENTO! Basta aver la faccia color merda, gridare al fantomatico RAZZISMO e, magari, compilare un “piccolo” elenco delle “angherie” subite, godere di un pulpito privilegiato come quello massmediatico, et voilà! Il vento in poppa è GARANTITO! A TORTO, o a RAGIONE! (Almeno per ora…..).

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