genoa alessandriaGenova, 16 dic – Tu chiamalo se vuoi miracolo. L’Alessandria, leader nel girone A di Lega Pro, alza di nuovo la testa e negli ottavi di finale di Coppa Italia – Tim Cup, suona meno romantico – si sbarazza del Genoa, per 2-1, che con la debacle di ieri sera inanella la quarta sconfitta di fila. Una prestazione da libro cuore per l’undici di Angelo Gregucci, un passato anche da giocatore con la maglia dei grigi, che dopo aver eliminato il Palermo, sempre a domicilio, punisci i rossoblu di Gasperini, troppo molli e arrendevoli.

Un blocco granitico in maglia grigia si è mosso perfettamente sul campo di Marassi – nei 120′ sono stati ben dodici i fuorigioco fischiati al Genoa – con reparti stretti ed un 4-3-3 votato al gioco di rimessa che ha messo più volte in imbarazzo la difesa schierata davanti a Lamanna. Il tutto condito dall’infortunio di Manfrin, a cambi terminati, che ha costretto gli ospiti a giocare in 10 contro 11 nel volgere del secondo tempo. Nel mentre gli ultras genoani, gemellati con quelli dell’Alessandria, non hanno lesinato critiche al numero uno ligure, “Preziosi quaquaraqua”, e al tecnico, “Gasperini taci e allena”, spazientendosi per una compagine senz’anima.


E’ la prima volta, dal 1984, che una squadra di terza serie giunge fino ai quarti di finale di Coppa Italia. I supporter piemontesi devono ringraziare quattro elementi: il portiere Gianmarco Vannucchi, il tuttocampista Gianluca Nicco, l’ex della partita Manuel Marras e il goleador Riccardo Bocalon. Il numero 12, in maglia gialla, ha stoppato l’avanzata ligure con ogni anfratto del corpo disinnescando Perotti, Lazovic, Gakpé, Rincon e Laxalt a più riprese. Nicco, sopratutto nella prima frazione, ha mostrato ottime capacita di lettura della gara smistando il pallone e dando fiato ai compagni ripartendo palla al piede. Marras, cresciuto nelle giovanili rossoblu, lo aveva detto “se segno esulto” e dopo 44 secondi dall’inizio del secondo tempo, con un diagonale chirurgico, ha purgato la sua ex squadra. Ma per tutta la gara ha tenuto sotto pressione gli avversari e servito l’assist per il definitivo 2-1 – intervallato quasi allo scadere dei tempi regolamentari da Pavoletti – del subentrato Bocalon, capocannoniere in Lega Pro. Proprio quest’ultimo, classe ’89 scuola Inter, a sei minuti dello scadere del secondo tempo regolamentare ha finalizzato una perfetta ripartenza alessandrina, spingendo in rete il passaggio di Marras a porta ormai sguarnita.

Ora l’Alessandria aspetta la vincente di Roma-Spezia, ma con una rabbia agonistica così il sogno può durare ancora.

Lorenzo Cafarchio

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