Roma, 12 ott – La Nazionale di calcio è probabilmente nel periodo più buio della sua storia. Dopo la mancata partecipazione ai Mondiali di Russia 2018 vinti dalla Francia e l’inizio della “cura Mancini” i risultati non fanno pensare ad una reazione immediata.

I numeri sono impietosi: in 12 mesi abbiamo sconfitto solo l’Arabia Saudita, totalizzando 5 pareggi e 4 sconfitte. Quella che è stata il nostro punto forte da sempre – la difesa – è rimasta imbattuta, per ironia della sorte, solo nello sciagurato 0-0 di San Siro con la Svezia.


Dunque è tutto da buttare? Forse no, perché nell’ultima amichevole, pareggiata per 1-1 mercoledì scorso a Genova con l’Ucraina, abbiamo visto per la prima volta dopo mesi una circolazione del pallone fluida e molte occasioni da gol create. È evidente che il CT Roberto Mancini stia sperimentando e ha dichiarato di voler utilizzare la Nations League alla stregua di amichevoli, seppur si tratti di match ufficiali.

L’idea e la formazione a Genova erano nuove: prima di tutto si è vista una squadra formata da giocatori in ottima condizione nei rispettivi club, a partire da Lorenzo Insigne falso nueve, avvicinato ulteriormente alla porta, ma i cui movimenti sull’esterno sinistro permettevano a Bernardeschi (autore del gol del vantaggio) e Chiesa di inserirsi. Si è vista buona intesa a centrocampo tra il regista Jorginho e Verratti, autore della buona prova che si attendeva da tempo ad uno dal suo curriculum, ma anche il 21enne cagliaritano Nicolò Barella, non frenato dall’emozione dell’esordio in azzurro. Non vi sono preoccupazioni sul muro centrale tutto juventino formato da Bonucci e Chiellini, mentre non si sono viste cose eccezionali dall’esterno sinistro Biraghi, dal portiere Donnarumma e soprattutto da Florenzi, che ha sofferto particolarmente l’avversario.

C’è sicuramente da lavorare nell’adattamento del nuovo schema, soprattutto per Insigne e Chiesa e da recuperare Criscito, che può acquisire i galloni del titolare. Le alternative, da Pellegrini a Bonaventura, da Immobile agli infortunati De Rossi e Spinazzola, possono essere valide, anche se mancano i Buffon e i Pirlo, per non scomodare i tanti mostri sacri del passato. Manca il cosiddetto campione, quello che la Polonia, il nostro prossimo avversario, invece ha. Robert Lewandowski, 8 gol nelle prime 10 partite ufficiali con la maglia del Bayern Monaco,  è uno che a noi servirebbe come il pane. Di certo è un avversario che i nostri giocatori, pochi ma in aumento, che giocano le coppe europee, conoscono bene. Ma la Polonia non è solo Lewandowski e noi italiani lo sappiamo bene, visto che l’ossatura della squadra proviene dalla Serie A. Altro ottimo attaccante è il napoletano Milik e a centrocampo c’è il suo compagno di squadra Zielinski, autore del gol del vantaggio lo scorso 7 Settembre a Bologna, poi pareggiato da Jorginho su rigore. Polacchi sono Szczesny, portiere titolare della Juventus, e il suo secondo bolognese Skorupski, polacchi sono i sampdoriani Bereszynski e Linetty e polacco è anche “il pistolero” del Genoa Piatek, che ha impattato l’Italia con 13 gol nelle prime 7 partite ufficiali!

Inutile dire che all’Italia servirebbe una vittoria, sia oggi che possibilmente nell’ultima gara, a Novembre con il Portogallo. L’Italia, per ora, non ha tutti i favori dei pronostici. E per chi vuole scommettere, tutte le gare della UEFA Nations League sono disponibili con pronostici nella sezione calcio del sito di Sportytrader. Non farebbe di certo bene al nostro movimento calcistico la retrocessione in Serie B. Un segnale positivo c’è stato, la parola spetta di nuovo a loro.

 

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