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13000090_1116196538432045_8018315431826067973_nRoma, 17 apr – Non sarà una passerella per celebrità della musica e del cinema a bordo campo, non un tripudio di effetti visivi che impressionano ogni arena americana, non potrà contare sullo spaventoso indotto economico che regge e magnificamente ed esalta la bellezza della National Basketball Association, ma lo spettacolo vero, la meticolosità tattica, l’agonismo reale, la passione dei tifosi è da ricercare esclusivamente nella Euroleague Basketball, competizione cestistica per eccellenza tra le più forti squadre europee, paragonabile alla più comune Champions League del calcio. All’Eurolega prendono parte società provenienti da 18 differenti nazioni europee o facenti parte della FIBA Europe e il vincitore si fregia il titolo di campione d’Europa.



L’edizione 2015/2016, che ai nastri di partenza vedeva coinvolte l’EA7 Olimpia Milano e la Dinamo Sassari, è entrata nel momento più infuocato della stagione con i quarti di finale. Le vincitrici si contenderanno lo scettro di regina d’Europa nelle Final Four che si terranno dal 12 al 15 maggio alla Mercedes Benz Arena di Berlino. L’immediata esclusione delle nostre compagini dalla competizione induce ad una semplice e preoccupante analisi del momento di crisi dello scenario cestistico italiano, basti pensare che è nell’ultimo decennio, escluso l’exploit dell’Olimpia di due anni fa, solo la Mens Sana Siena è stata alla pari delle ben più blasonate realtà continentali; programmazione, impianti, mancanza di competitività economica sono i principali fattori che vedono anno dopo anno ampliare questo gap difficilmente colmabile, tenendo ulteriormente conto che i più talentuosi cestisti italiani trovano fortuna all’estero e difficilmente è immaginabile un ritorno nelle realtà di casa nostra. Esempio lampante è la fantastica stagione, sotto ogni punto di vista, che tre dei giocatori appartenenti alla rosa della Nazionale italiana hanno sostenuto ed ancora sostengono nelle forti squadre europee di appartenenza: Daniel Hackett, in forza all’Olympiacos B.C., Nicolò Melli nel Brose Bamberg e principalmente Luigi Datome, Fenerbahce S.K. , giocatori che nell’anno in corso, dopo buone ma non eccellenti esperienze a Milano (i primi due), Detroit e Boston (il trevigiano), hanno trovato la giusta dimensione nella quale esprimere il loro potenziale, acquisendo esperienza e consapevolezza, fondamenti necessari per la crescita della Nazionale italiana di basket.

Ad oggi, i quarti di finale vedono impegnate le otto realtà più forti d’Europa: il Fenerbahce di Gigi Datome e del maestro tattico per eccellenza Zelimir Obradovic, il talentuoso Cska Mosca del genio Teodosic, il Barcellona dell’intramontabile Navarro, il Real Madrid delle furie rosse Fernandez,Llull e Rodriguez, il soprendente Lokomotiv Kuban, lo spietato Laboral Kutxa Vitoria di Bourousis, vecchia conoscenza Milanese, il Panathinaikos di una magnifico Sasha Djordjevic, con le esperienze di Milano, Treviso e Bologna, e la Stella Rossa di Belgrado con l’arena più infuocata del mondo. Intensità agonistica, secondi scanditi da fisicità e tattica, colpi di genio assoluti, palazzetti gremiti e passionali, l’orgoglio dei nostri nomi nelle più forti squadre d’Europa: signore e signori, L’Eurolega di basket.

Camillo Villani Miglietta



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