Roma, 13 nov – Dove un tempo – poi non così lontano – le italiane in Europa dettavano regolarmente legge, da un pò di anni a questa parte le nostre squadre fanno tutt’al più da comparsa. Il calcio continentale è comunque sempre inseguito e corteggiato. Dalle grandi, costrette a puntellare esigenti bacheche, fino alle piccole, nel tentativo di non cristallizzarsi sulla propria dimensione provinciale, passando per le medie intente ad avvicinarsi alle “sorelle maggiori”. Unico (e freddo, per noi romantici del pallone) comune denominatore: le entrate garantite dalla partecipazione alle coppe continentali. Queste sì che fanno gola un pò a tutti.



A dir la verità qualche germoglio in qua e in la è pure spuntato: la Juve finalista di Champions 2015 e 2017, la semifinale romanista del 2018 e – sempre nella massima competizione – l’Atalanta rimontata solo in pieno recupero dal PSG nei quarti del 2020. “Scendendo” in Europa League invece abbiamo Napoli e Fiorentina fermate entrambe al penultimo atto nel 2015, la prima Inter contiana medaglia d’argento 2020 e – la stagione scorsa – ancora la Roma, ancora in una sfortunata semifinale.

Le italiane in Europa League: Napoli e Lazio

Davanti in Italia – in coabitazione con il Milan – primo anche in Europa. Stiamo parlando del Napoli, che nel campionato corrente ha rilanciato al rialzo le proprie ambizioni dopo l’ultimo, decisamente amaro, finale di stagione. Sebbene i punti siano gli stessi dei rossoneri, Insigne e soci sono attualmente i favoriti per la lotta scudetto. Merito di miglior difesa, attacco sempre prolifico e squadra che viaggia spedita anche fuori dai confini nazionali. Al rientro dalla sosta saranno le trasferte di Milano (sponda Inter) e Mosca le migliori prove d’impatto per testare l’effettiva tenuta azzurra. Proprio lo Spartak è finora l’unica compagine capace di superare gli uomini di Spalletti, ma chiude un gironcino dalla classifica cortissima: Napoli 7, Legia Varsavia 6, Leicester 5 e i russi – appunto – a quota 4. Si chiuderà poi al “Diego Armando Maradona” contro gli inglesi.

Il giorno successivo, sempre nel freddo della capitale sovietica, toccherà alla Lazio. I capitolini – in netta ripresa dopo la scoppola rimediata a Verona – sono ancora in corsa per raggiungere il primo posto del raggruppamento E. Vincere il girone assicura gli ottavi di finale, piazzarsi in seconda posizione costringe invece agli spareggi di febbraio contro le terze di Champions. Comanda il Galatasaray con 8 punti, inseguiti dai biancazzurri romani (5) e marsigliesi (4). Proprio contro i francesi il capitano Ciro Immobile è diventato il miglior marcatore della storia laziale: la 160esima rete vale il sorpasso su Piola e la sesta stagione consecutiva in doppia cifra. La banda-Sarri dopo aver affrontato il Lokomotiv, ospiterà i turchi: superare i russi vorrebbe dire andarsi a giocare il primo posto all’ultima giornata.

Conference League: la Roma tra alti e bassi

Quella che – sulla carta ovviamente – per la Roma doveva essere una passeggiata di salute ha invece certificato che la coperta giallorossa è… un tantino corta. La sconfitta patita in terra norvegese, che ha visto imporsi il Bodo Glimt per 6-1, ha infatti evidenziato i limiti della rosa romanista. Il successivo – e deludente – pareggio dell’Olimpico relega la lupa in seconda posizione, un punto sotto gli scandinavi e uno sopra lo Zorya Luhansk. Fare bottino pieno nelle restanti gare potrebbe quindi non bastare per evitare gli spareggi contro le terze di Europa League.

L’unico italiano a cui la Conference ha (ri)portato il sorriso è Antonio Conte. L’ormai ex bandiera juventina, nonché simbolo dell’ultimo scudetto interista, ha bagnato il debutto sulla panchina del Tottenham – dove comunque tra staff, direttore generale e il portiere di riserva Gollini è in buona compagnia – con una vittoria (3-2 al Vitesse) scaturita nella prima mezz’ora di gioco.

Marco Battistini

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