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Roma, 20 set – Sedici lunghissimi anni. Tanto è durato il digiuno della nazionale maschile. Era il 2005 quando il sestetto guidato da Gian Paolo Montali portava a casa gli europei di pallavolo. Un’era geologica fa, l’ultimo ruggito della “generazione di fenomeni”. Da allora gli azzurri sotto rete hanno costruito tanto, raccogliendo però solo onorevoli piazzamenti. Almeno fino a ieri sera.



La rivoluzione De Giorgi

Se qualche settimana fa avessero pronosticato anche solo un podio avremmo sorriso. Bruciava ancora l’eliminazione ai quarti di finale di Tokyo, la parola fine alla pur buona esperienza (in bacheca l’argento olimpico di Rio 2016) del ct Gianlorenzo Blengini.

Al tecnico torinese subentra Ferdinando – per tutti Fefé – De Giorgi. Il quale decide di rivoluzionare la squadra: porta forze fresche – l’età media è inferiore ai 24 anni, il più “in là” Simone Anzani ne ha 29 – confermando su 14 convocati solo 6 della spedizione giapponese. Un’Italia sperimentale, verrebbe da dire. E però i risultati si vedono sin da subito: guidati dal capitano Simone Giannelli, premiato come miglior giocatore della rassegna, i ragazzi vincono e convincono.

L’Italia porta a casa gli europei di pallavolo: nove vittorie su nove partite

Nel girone eliminatorio lasciamo agli avversari solo due set. Agli ottavi e ai quarti c’è ancora meno storia: Lettonia e Germania asfaltate entrambe 3-0. Qualche patema ce lo riserva l’esperta (e campione in carica) Serbia, superata 3-1. Il giro palla c’è, scopriamo un diciannovenne come il gigante figlio d’arte Alessandro Michieletto, Daniele Lavia è ormai una certezza mentre di Giannelli si è già detto.

Arriviamo così alla finale, che ci pone davanti alla Slovenia guidata da Alberto Giuliani, reduce dal secondo posto agli europei di pallavolo del 2019. La poca esperienza internazionale si fa sentire eccome. E’ la partita più difficile: in posto 2 l’assenza di Zaytsev (che compie 33 anni: sarà ancora dei nostri in futuro?), appena operato al ginocchio, è palpabile: Giulio Pinali non appare in formissima, ma anche il resto della nazionale soffre con tanti errori. Rimaniamo comunque attaccati agli sloveni, soffrendo punto a punto. De Giorgi azzecca i cambi: fuori Pinali, dentro Yuri Romanò che inanella una serie di mancini a terra. Al tie-break la consacrazione: andiamo subito sotto 0-3, recuperando subito e allungando dal 7-7 all’11-7. Da lì è tutta in discesa, fino al trionfo che ci consegna l’ottavo campionato europeo della nostra storia.

Obiettivo Parigi 2024

C’è la giovane età, c’è la spensieratezza. L’Italia vista agli europei di pallavolo è sbarazzina, a tratti arrogante. Un po’ di hybris ci venga concessa, dopo oltre tre lustri di digiuno. Abbiamo fame e si vede. Ora abbiamo pure i denti. Rimane il pane da azzannare e si chiama Olimpiade. E’ la nostra competizione stregata, che nemmeno nei gloriosi anni 90 con la nazionale degli imbattibili siamo riusciti a conquistare. I tre argenti di Atlanta, Atene e Rio chiamano vendetta: tra tre anni si gioca a Parigi.

Nicola Mattei



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