Roma, 29 set — Sui documenti e per lo Stato italiano è donna, ma biologicamente è un uomo che ha iniziato la transizione dopo la pubertà, con tutto quello che ne consegue fisicamente: ma il sogno di Eleonora Pescarolo, pallavolista trans promessa del volley regionale di Serie C maschile, è di giocare nella serie A femminile. Per farlo, dovrà superare per un anno i test ormonali: il suo livello di testosterone nel sangue dovrà rientrare nei parametri stabiliti dalla Fipa (Federazione pallavolo).

La pallavolista trans vuol giocare in serie A femminile

«L”ultimo esame è andato bene», fa sapere. «Non lo vivo come un peso, non ho niente da nascondere e sono fiera di quella che sono». Poco importa se la sua struttura ossea e muscolare rimane quella di un giovane uomo che lo renderà praticamente imbattibile nei confronti delle avversarie. Del resto, il suo sogno di giocare in serie A femminile pur essendo un atleta da C maschile ricalca il frusto cliché dell’atleta trans che raggiunge risultati medi quando compete con gli uomini, e primeggia, per motivi ovvi, in mezzo alle donne biologiche.

Spogliatoi dedicati

Dunque, se un po’ ovunque nel mondo si inizia a vietare ai trans di competere nella categoria femminile — nuoto e rugby hanno fatto da apripista nei mesi scorsi — nel nostro Paese si procede come i gamberi. Pescarolo ha iniziato il percorso ormonale nel 2015 e si è sottoposto ad operazione nel maggio 2020. «Ho ricevuto solo enorme rispetto — racconta — anche se, devo dire, persone disinformate che stigmatizzavano il mio percorso non sono mai mancate». La pallavolista fa notare che dopo avere iniziato la transizione «in ogni squadra in cui ho giocato si sono sempre resi disponibili a concedermi uno spogliatoio mio. Posso dire di essere stata molto fortunata, non capita a tutti».

Dopo aver ottenuto la trascrizione della propria identità femminile sui documenti, «Ora aspetto la mia rivalsa anche in ambito sportivo». Le sue future colleghe pallavoliste sono avvisate. «sono fierissima di quello che ho conquistato quando ancora ero nel corpo maschile. Il mio passato mi ha dato modo di farmi sviluppare le qualità sportive che ho adesso». Compresa la muscolatura che le sue avversarie non otterranno mai.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Scordatelo, la tua massa muscolare la tua struttura fisica complessiva è quella di un uomo. Sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti delle atlete. Facile vincere così. VERGOGNATI

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