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Non è stata un’estate facile per i pretoriani dell’immigrazionismo. La sinistra globalista sa benissimo che lo ius soli è una proposta di legge che non piace per niente agli italiani. E come dargli torto? Sono abituati a vedere torme di ragazzotti immigrati che non fanno altro che bighellonare e creare degrado nelle nostre città, quando non fanno parlare di sé per efferati delitti e terrorismo. Ecco perché l’idea di concedere la cittadinanza agli stranieri in maniera indiscriminata non piace a nessuno.   



Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di settembre 2021

Sport e ius soli

Poi però arrivano i grandi eventi sportivi, seguiti da milioni italiani. Quegli stessi italiani che non vogliono lo ius soli, inclusi molti elettori del Pd. E la sinistra non vede l’ora di «educare le masse», magari facendo leva su qualche medaglia o qualche coppa portata a casa. Peccato sia andata male anche stavolta. Colata a picco la Nazionale multietnica del duo Prandelli-Balotelli, gli azzurri di Mancini erano una squadra maledettamente monoetnica (oriundi inclusi). Tanto valeva allora richiedere inginocchiamenti antirazzisti per redimere tanta audacia cripto-suprematista, o magari tifare proprio per altre formazioni. Senonché la Francia e il Belgio multirazziali – portati alle stelle da Corriere e gazzettieri vari – hanno fatto una clamorosa figuraccia. E in finale, i «nuovi inglesi» hanno tutti fallito il calcio di rigore, regalando a noi italiani l’ambito trofeo. Di fronte allo spettacolo di intere piazze riempite dai tricolori, alla sinistra è pure passata la voglia di esultare per l’inginocchiamento pre-partita.

Il flop degli atleti «colorati»

Non è andata molto meglio nemmeno alle Olimpiadi. Su 40 medaglie conquistate dall’Italia, 38 sono arrivate da atleti che sono italiani per ius sanguinis. Marcell Jacobs incluso, che ha la nostra cittadinanza in virtù della mamma italiana. Stiamo parlando dello stesso Jacobs che ha rifiutato il passaporto statunitense e ha dichiarato al Corriere: «A 18 mesi ero in Italia, i miei figli sono nati qui. Mi sento italiano in ogni cellula del mio corpo». Ma nonostante questo, subito dopo lo storico oro nei 100 metri, il presidente del Coni Giovanni Malagò ha comunque tirato dritto: «Lo ius soli sportivo? Non riconoscerlo è folle». Anche se Jacobs, con lo ius soli, non c’entra chiaramente nulla. Ancora peggio, però, è andata con altre due mascotte della cittadinanza facile. A partire da Daisy Osakue, quella dell’uovo in faccia (dopo giorni a parlare di «razzismo», si scoprì che tra gli autori della bravata c’era anche il figlio di un consigliere del Pd). Nella finale del lancio del disco, l’atleta di origini nigeriane ha fallito miseramente, classificandosi…



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1 commento

  1. Mi permetto di dissentire solo sulla espressione “portano sfiga”. Non so Voi, non so gli altri, ma personalmente, intuitivamente (che termine antiscientifico, desueto, eh?), e non solo, i veri porta sfiga sono persone dai trascorsi di vera ingiusta sofferenza! Nulla a che vedere quindi con i progressisti felici di vivere nella monnezza!

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