finiRoma, 10 set – Annata calcistica 2004-05. La Lazio di Giuseppe Papadopulo, subentrato a Domenico Caso, dopo un anno travagliato e ricco d’insidie chiude il campionato in decima posizione, accedendo all’Intertoto. Sospiro di sollievo per Claudio Lotito, alla sua prima annata da presidente del club biancoceleste.

Oggi, a 10 anni esatti di distanza dalla sentenza del campo, arriva la sentenza della Cassazione sui fatti riguardanti Calciopoli. Il patron laziale tramite “pressioni” e “telefonate compromettenti” ha operato per evitare la retrocessione dalla squadra capitolina, grazie agli “interventi di persone estranee all’ambiente calcistico quali” Cosimo Maria Ferri, attuale sottosegretario alla giustizia, e Gianfranco Fini. Le partite nelle quale i due politici hanno messo bocca sono Lazio-Chievo Verona e Lazio-Parma.

Lotito non è comunque dovuto comparire difronte alla Suprema Corte per via della prescrizione del reato, ma a distanza di anni dal ciclone che sconvolse il pallone tricolore, spunta anche il nome di Fini, tifoso laziale. La longa manus dell’ex presidente della Camera ha “accarezzatoo” anche gli allora designatori arbitrali Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto per far chiudere un occhio nei confronti della aquile romane. Dunque non solo case a Montecarlo, ma anche pressioni e sviste arbitrali per il delfino di Giorgio Almirante. Questo quanto siglato dalle 139 pagine emesse dalla Cassazione che hanno detto fine alla parabola di Calciopoli.

Lorenzo Cafarchio

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