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Lega Pro, direzione cadetta: le grandi fughe di Cesena, Mantova e Juve Stabia

by Marco Battistini
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Roma, 17 feb – Senza tregua. Neanche il tempo di digerire il ventiseiesimo turno di campionato – conclusosi giovedì con i quattro posticipi del girone C – che la terza serie riparte subito dalla giornata numero ventisette (oggi protagonista il raggruppamento settentrionale). Scendiamo quindi in Lega Pro, dove a due mesi dalla fine dei giochi tre squadre in sono già in fuga. Seppur con vantaggi diversi, Cesena, Mantova e Juve Stabia corrono a braccetto verso la cadetteria. 

I numeri delle tre capoliste

Partiamo dai numeri. Perché, nella loro freddezza, rendono sempre l’idea. Nel B, lanciatissimo a quota 65, troviamo infatti il Cavalluccio. Una sola sconfitta – alla prima giornata – e porta ancora imbattuta nel 2024. I bianconeri oltre ad essere i più prolifici di tutta la categoria – 55 reti, ne segnano in media un paio a partita – vantano un margine davvero importante sulla seconda. Fuga degna del miglior Pantani, indimenticato Icaro dello sport italiano ricordato a queste latitudini proprio questa settimana, in occasione della vittoria di misura sull’Arezzo. La Torres, crollata dopo un bel filotto iniziale, dista 12 lunghezze. Per i sardi pesano le 4 disfatte maturate da gennaio in avanti.

Sono invece i pronipoti del poeta Virgilio – guida di Dante per due terzi di Divina Commedia – a comandare saldamente la graduatoria del gruppo A. Sono 8 i punti di vantaggio sul Padova, annichilito una quarantina di giorni fa con un roboante 0-5. 60 mattoncini impreziositi – come i gemellati di Romagna – da miglior attacco e difesa meno perforata. Scendendo al Centro-Sud, la capolista campana sembra invece aver superato il momento di flessione. Nonostante qualche pareggio di troppo, le vespe – forti di una retroguardia di ferro – mantengono il Picerno a distanza di sicurezza (55 a 49). Anche i gialloblu non hanno mosso la classifica in un’unica occasione.

I segreti di Cesena, Mantova e Juve Stabia

Ma per meglio descrivere la triplice fuga di Cesena, Mantova e Juve Stabia dobbiamo passare alle questioni più tecniche. 

Nelle terre che furono dei Gonzaga allena oggi Davide Possanzini. L’ex centravanti di Brescia e Reggina è alla prima esperienza in panchina. Non fanno curriculum infatti i 180 minuti dello scorso anno alla guida delle rondinelle. In un contesto che avrebbe dovuto partecipare alla Serie D, il discepolo di De Zerbi ha impiegato poche settimane per trasmettere ai giocatori precise coordinate da seguire. Nonostante tutte le difficoltà di una rosa costruita a luglio. Il 4-3-3 palla a terra che in fase di impostazione alza sistematicamente un terzino, gira attorno a Burrai. Classico centrocampista di categoria, il capitano ha una lunga esperienza in Lega Pro. Anche l’avanti Galuppini conosce a menadito la terza serie: per lui una dozzina di reti.

Decisamente più esperto del collega, invece, Domenico Toscano. L’allenatore dei romagnoli ha conquistato diverse promozioni in cadetteria: Ternana, Novara e Reggina. Oltre al doppio salto con il Cosenza nei primi anni di carriera – dalla D alla Prima Divisione. Si difende a tre e macina gioco, soprattutto sugli esterni (Adamo, Donnarumma). La piazza gradisce, ripagando con un Manuzzi che gira sempre sulle diecimila presenze. Dalle rive del Savio al golfo di Napoli applausi anche per Guido Pagliuca. Forse più solidi che spettacolari, i suoi uomini hanno costruito ogni fortuna sulle capacità difensive. A inizio gennaio – con sei reti subite – erano i meno battuti d’Europa. Ottima la stagione della mezzala Buglio, autore fin qui di sei assist.

Quanti giovani in vetrina!

Ma bel calcio e retroguardie blindate non bastano per raccontare quanto fatto finora da Cesena, Mantova e Juve Stabia. Sì, perché le tre fuggitive si accomunano anche per una certa propensione nell’utilizzo dei giovani. Sul Mincio hanno trovato tanto spazio i 2003 Radaelli e Fiori – rispettivamente terzino di spinta ed esterno d’attacco. Oltre a Trimboli, centrocampista centrale del 2002. Sotto la Rocca Malatestiana si fanno largo i ragazzi del vivaio. In particolare la classe 2004. Dal braccetto Pieraccini – ha brillantemente superato il difficile esame di rimpiazzare una colonna come Ciofi – all’offensivo Berti. Passando per il roccioso Francesconi. Senza dimenticare la punta albanese Cristian Sphendi. Appena vent’anni (il gemello Stiven gioca ad Empoli) e già 15 marcature in tasca.

Il premio nuova generazione finisce però dalle parti di Castellammare. L’età media dei gialloblù si attesta infatti sui 23,5 anni. Tra le più giovani di tutta la Lega Pro, nel girone C la società fondata nel 1907 guida anche questa speciale – e virtuosa – classifica.

Marco Battistini

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