Roma, 25 dic – Archiviato il Mondiale, scacciati (si spera) i fantasmi. Se nella seconda metà del 2022 abbiamo avuto un assaggio del nuovo corso della Nazionale italiana di calcio, nelle ultime settimane i siti specializzati ci hanno invece fornito qualche anticipazione sulle maglie azzurre del futuro più prossimo: saranno utilizzate a partire dal marzo 2023, mese in cui si tornerà in campo per le qualificazioni europee.

Un Mondiale e l’Europeo: addio Puma

Stile, logo e fornitore tecnico. Le ancora inedite divise saranno quindi rivoluzionate in ogni loro aspetto. Dopo vent’anni di onorato servizio – con in mezzo una Coppa del Mondo, trentasette gare consecutive senza conoscere sconfitta e l’ultimo campionato continentale – saluteremo la Puma. Al posto dell’azienda bavarese arriverà la (letteralmente) sorella Adidas. I fondatori delle società di abbigliamento tedesche, Rudolf e Adolf Dassler, erano infatti fratelli.

Come anticipato a inizio novembre da Antonio Gravina, presidente della FIGC, cambierà anche lo stemma della federazione. Laddove predominava l’azzurro, prenderà (probabilmente) spazio il bianco, colore dello sfondo. La tonalità cerulea caratterizzerà il bordo, la scritta Italia e le quattro stelle. Queste ultime in particolare potrebbero perdere di visibilità sulla maglietta se effettivamente venissero presentate tono su tono. Immancabile il tricolore (più arrotondato), dorata sarà invece la sigla della Federcalcio. C’è curiosità in merito, anche perché navigando si trovano versioni dell’emblema in cui bianco e azzurro sono invertiti rispetto all’ordine appena descritto.

Una maglia marmorea?

Comunque sia l’attesa verterà sulla maglietta vera e propria. Secondo gli specialisti di footyheadlines.com il completo si presenterà con una tonalità intensa e decisa. Il corpo della divisa sarà quindi percorso da scure venature marmoree. Scudetto sul petto e dettagli bianchi – simbolo Adidas, iconiche tre bande sulle spalle, numerazione – completeranno la versione casalinga. Sui fianchi si svilupperà verticalmente, ma in maniera discreta, la nostra bandiera. Sempre lo stesso portale anticipa le tinte della maglia da trasferta. Bianca – come da tradizione – con inserti blu marino (navy).

Maglie Nazionale, oltre un secolo d’azzurro

Quello tra nazionale e azzurro sabaudo è un matrimonio che dura da oltre un secolo: il 6 gennaio festeggeranno centododici anni di storia condivisa. In principio fu una semplice polo chiara con annesso stendardo dei Savoia. Il ricamo del fascio littorio accompagnò poi le trionfali avventure sportive nel ventennio (due mondiali e un oro olimpico). Occasionalmente venne sfoggiato anche un elegante “maglioncino” nero dal pronunciato scollo a V.

La comparsa dello scudetto, un azzurro più acceso, i laccetti, il girocollo. E’ il secondo dopoguerra che si allunga fino agli anni ‘60. I toni si intensificano mentre la nazionale vince il titolo europeo (1968). E’ proprio l’Adidas nel decennio successivo a “firmare” il completo con una silenziosa presenza sui calzettoni. Particolare tricolore sul colletto per la terza coppa del mondo (Spagna ‘82) e le notti magiche di Italia ‘90.

Il nuovo millennio

Arriveranno poi finiture bronzo e dorate. Il resto è storia recente. Innovative le casacche di Euro 2000, indimenticabili quelle del 2006. Proprio dal mondiale tedesco la divisa, calzoncini compresi, diventerà totalmente azzurra. Nel mezzo un paio di edizioni speciali: l’apprezzabile rielaborazione moderna del modello anni ‘30 e l’orrenda – nome escluso – Rinascimento.

Entro pochi giorni qualcosa di ufficiale dovrebbe perlomeno trapelare. In attesa che venga svelato, il nostro desiderio natalizio è che il nuovo vestito prenda posto nell’Olimpo dei vincenti. Accontentarsi che sia quello del nostro ritorno mondiale sarebbe riduttivo. E decisamente poco italiano.

Marco Battistini

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