Roma, 30 maggio – È ufficiale: Adrien Rabiot è fuori dai Mondiali 2018 e non parteciperà nemmeno nel ruolo di riserva propostogli dal CT della Francia Deschamps. Il centrocampista del Psg ha, infatti, scritto una lettera alla Federcalcio francese, chiedendo di essere cancellato dalla lista di coloro che potrebbero entrare in campo qualora uno dei convocati dovesse infortunarsi. C’era da aspettarselo, da un campione come Rabiot, e la notizia della sua esclusione dai 23 che scenderanno in campo ha suscitato non poche perplessità anche tra i tifosi. Stiamo parlando di uno dei migliori calciatori del Psg e di certo è stata una grande sorpresa scoprire che non era stato convocato dal CT della nazionale francese Deschamps. Tuttavia, l’allenatore ha difeso le proprie ragioni e non possiamo nemmeno dargli proprio torto: dopotutto è lui quello chiamato a prendere le decisioni importanti ed evidentemente non ritiene Rabiot all’altezza di partecipare ai Mondiali.

 

  • La reazione di Deschamps

 

Dal canto suo, il CT della nazionale francese Deschamps non sembra aver apprezzato il gesto di Rabiot e ha criticato duramente la sua presa di posizione. Secondo l’allenatore, il centrocampista del Psg è un validissimo calciatore, ma le sue prestazioni in nazionale hanno sempre lasciato a desiderare. Non è messo in discussione quindi il talento di Rabiot, ma bisogna comunque riconoscere che le sue 6 presenze ai Mondiali di calcio hanno messo in luce diversi limiti, i quali, in questa occasione, gli sono costati l’esclusione dalla rosa dei 23 prescelti. Nel corso di una conferenza stampa a Clairefontaine, Deschamps non ha nascosto la propria amarezza e ha sottolineato quanto sia contrariato dalla decisione presa da Rabiot. Un calciatore, ha detto, a questi livelli si deve comportare da professionista e deve essere pronto ad accettare qualsiasi scelta dell’allenatore. Secondo il CT della nazionale francese, quindi, il centrocampista del Psg ha commesso un grande errore escludendosi da solo dai Mondiali.

Le critiche non sono mancate nemmeno dai vertici governativi e dalla Federcalcio francese: l’atteggiamento del calciatore non è piaciuto proprio a nessuno. Essere convocati per giocare nella nazionale del proprio Paese dovrebbe essere motivo d’orgoglio, anche se il ruolo non era quello che si aspettava. Il gesto di Rabiot è quindi stato interpretato come irrispettoso, oltre che poco maturo.

 

  • L’esordio della Francia ai Mondiali

 

Intanto, tra polemiche e colpi di scena, si avvicina sempre di più la data dell’esordio della nazionale francese ai Mondiali 2018. A giocare nel ruolo di centrocampisti saranno Nzonzi, Lemar, Kanté, Matuidi, Pogba e Tolisso, ma a quanto pare per Rabiot non ci sarà posto nemmeno tra le riserve. Il calciatore del Psg, quindi, dovrà seguire la partita da casa il 16 giugno, data in cui la Francia farà il suo esordio contro l’Australia e sicuramente se ne vedranno delle belle. Inutile dire chi è la favorita per il momento: la nazionale francese ha un passato glorioso e, con ogni probabilità, la prima partita dei Mondiali sarà una passeggiata. Il ricordo dell’esclusione dell’Italia è però ancora vivido: in questi Mondiali 2018 saremo costretti a tifare un’altra squadra e chissà quali nuove sorprese ci saranno in questa edizione!

Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

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