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Los Angeles, 26 gen – La leggenda dell’Nba Kobe Bryant è morto in un incidente d’elicottero. Lo schianto è avvenuto sulle colline di Calabras, a nord-ovest di Los Angeles, intorno alle 10 ora locale, 19 in Italia. In totale le vittime dell’incidente sono cinque, tra loro anche la figlia 13enne dell’ex campione, Gianna Maria. Kobe Bryant aveva solo 41 anni e si era ritirato dall’attività agonistica nel 2016. La sua incredibile carriera era stata celebrata ancora una volta solo sabato sera, con LeBron James che lo aveva scalzato dal terzo posto della classifica marcatori di sempre dell’Nba.

Le ricostruzioni

La polizia di Los Angeles ha fornito le prime ricostruzioni. La chiamata da parte di un testimone dell’incidente è arrivata alle 10.01 ora locale, le condizioni meteo sarebbero state particolarmente difficili a causa di una fitta nebbia. E’ probabile che Kobe fosse diretto alla cerimonia dei Grammys in programma nel tardo pomeriggio a Los Angeles allo Staples Center, ma dagli organizzatori dell’evento non sono giunte conferme in merito. In un primo momento era circolata la voce che anche la moglie Vanessa fosse a bordo dell’elicottero, subito smentita. Anche il nome di Rick Fox, altra ex stella dei Lakers, era dato tra i presenti a bordo. Ma la voce è stata smentita dalla figlia canadese dell’ex cestista.

Il dolore degli Usa e degli sportivi

L’America è sconvolta dalla notizia. L’Nba ipotizza un rinvio delle prossime partite, a cominciare da quelle in programma alle 18 orario costa est Usa. “E’ una notizia terribile, non può essere vero!” è stato il commento di Donald Trump. Anche il mondo dello sport ha immediatamente espresso il proprio choc. “Sono sconvolto, Kobe per me era un mito”, ha detto Danilo Gallinari, cestista italiano da anni in Nba e ora in forza agli Oklahoma City Thunder. “Riposa in pace, grande campione in campo e fuori. Onorato di averti conosciuto”, è stato il commento di Francesco Totti. 

Una carriera unica e un legame speciale con l’Italia

Kobe Bryant è universalmente conosciuto come uno dei migliori giocatori di pallacanestro della storia. Ha vinto due ori olimpici, ma soprattutto ha legato il suo nome indissolubilmente ai Los Angeles Lakers, squadra in cui ha militato per venti anni (unico caso nella storia dell’Nba). Ha vinto per cinque volte “l’anello” del campionato Nba e nel 2018 ha ottenuto anche un premio Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione.

Kobe vanta anche un legame speciale con l’Italia. Da noi ha trascorso l’infanzia e parte dall’adolescenza, dai 6 ai 13 anni. Suo padre negli anni ’80 ha giocato in diverse squadre di basket italiane. Tra il 1984 e il 1991 passò da Rieti a Reggio Calabria, per proseguire a Pistoia e infine a Reggio Emilia. E’ in Italia che Bryant ha appreso i fondamentali della pallacanestro e iniziato a giocare. Parlava fluentemente l’italiano e spesso tornava nel Belpaese. Un legame con l’Italia testimoniato anche dai nomi scelti per le quattro figlie: Natalia Diamante, Gianna Maria-Onore, Bianka Bella e Capri Kobe.

Davide Romano

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