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Roma, 8 lug – Se nel calcio la Nazionale inglese guidata da Southgate si regala una finale in un torneo internazionale che mancava da 55 anni, nel tennis Matteo Berrettini regala all’Italia una semifinale a Wimbledon che aspettavamo da 61 anni. L’ultima volta ci riuscì Nicola Pietrangeli, nel lontano 1960. Ed è sempre lì, a Londra, che ci giocheremo tutto. Nel calcio come nel tennis, il concetto è chiaro: l’Italia sta tornando. Non sappiamo come finirà e neppure ci azzardiamo in pronostici, conserviamo quel pizzico di scaramanzia. Vade retro bookmakers inglesi, avanti Italia.



Orgoglio italiano

“Sono molto fiero di avere vinto, perché per buoni tratti del match non mi sentivo bene in campo. Parlo a livello di gioco, non mi trovavo a mio agio, ma aver risolto la situazione pur senza brillare mi rende orgoglioso“. Sono le parole di Berrettini dopo la vittoria ai quarti di finale contro l’amico canadese Felix Auger Aliassime. E sono le stesse che avrebbe potuto pronunciare un qualsiasi calciatore italiano dopo la vittoria a Londra contro la Spagna. Vincere senza brillare, lottando col pugnale tra i denti fino all’ultimo. Dichiarazioni a parte, i numeri ci dicono che la stella di Berrettini brilla eccome, in uno sport tosto e sfiancante.

L’asso italiano, numero 8 al mondo, ha sbaragliato il talento del Canada: 6-3 5-7 7-5 6- 3. Splendida semifinale che corona una stagione, quella di Berrettini, altrettanto mirabile. Due titoli Atp e un’altra semifinale centrata a Madrid. “Ho affrontato momenti difficili, infortuni, ho dovuto ingoiare bocconi amari perché c’era chi non apprezzava quello che stavo facendo. Adesso mi godo questa vittoria, consapevole del fatto che posso andare ancora avanti”. Avanti e più avanti ancora. “Se penso che quando Pietrangeli raggiunse questo risultato non era nato nemmeno mio padre, beh fa un certo effetto. Sapere che si sta scrivendo una pagina di storia del tennis italiano e c’è il mio nome mi inorgoglisce“.

Avanti Berrettini. Prendiamoci Londra, anche nel tennis

Comunque vada a finire, l’estate 2021 – vista Olimpiadi di Tokyo – ci sta regalando due certezze. La prima: gli atleti italiani se la giocano con tutti, combattono, piacciono anche all’estero per lo spirito mostrato e sono orgogliosissimi di rappresentare la propria nazione. La seconda: tutto si deciderà a Londra, in due templi dello sport: Wembley e Wimbledon. In entrambi i casi gli altri dovranno vedersela con noi, per alzare la coppa saranno costretti a giocarsela con l’Italia. E non è mai semplice, non sarà mai semplice. Per nessuno.

Eugenio Palazzini



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