Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 4 mag – L’idea del leader della Lega Matteo Salvini sulla ripartenza del campionato sono chiare: s’ha da fare. E lo ha espresso al meglio durante la trasmissione Rai La Politica nel pallone. Ospiti insieme a lui il presidente della Regione Emilia Romagna Bonaccini e il vicedirettore della Gazzetta dello Sport Andrea Di Caro.

Bonaccini: “Sport è fondamentale”

Sia Bonaccini che Salvini si sono dimostrati favorevoli alla ripartenza del campionato di calcio. “Lo sport di base è fondamentale dice Bonaccini “ma i professionisti sono un bene del Paese. Spadafora si trovare a gestire una situazione difficile e ha tutta la mia comprensione. Non mi permetto di giudicare, dobbiamo provare a dargli una mano. Il calcio muove qualche miliardo di euro, è un patrimonio del Paese, anche se ci sarebbe poi da discutere su come si sono comportati alcuni presidenti. Come non vedere che il calcio sostiene gran parte dello sport italiano, muove posti di lavoro con tutto quello che gli ruota attorno, tv, giornali, magazzinieri, tutto l’indotto? Per questo mi sono sentito di permettere di allenarsi, in piena sicurezza. Lo sport è coesione sociale, non solo agonismo. Non sono indovino, mi auguro si riparta, ma non è il mio ruolo dirlo. Accadesse, vorrebbe dire che la curva epidemiologica sta calando”. Bonaccini di fede juventina si lascia andare a qualche considerazione “di parte”: “Se tornasse Pogba sarei molto contento… Icardi? Grandissimo centravanti e con Higuain che va verso l’addio sarebbe un perfetto sostituto”.

Salvini: “Se muore calcio si fermano gli altri sport”

Salvini è molto più che favorevole alla riapertura del campionato di Serie A: “Il calcio è anche un business, se muore di rimando si fermano tutti gli altri sport” ha detto il senatore “Ci sono migliaia di posti di lavoro che ballano. E non parlo di Ronaldo o Ibrahimovic ma di tutto quello che ruota attorno. Chiaro, non ci può essere il via libera subito, tra una quindicina di giorni speriamo di avere delle rassicurazioni. Spero per giugno, altrimenti lo Stato avrà un altro settore in crisi se qualche ministro dirà di no. Ci sarebbe un altro miliardo da tirare fuori. Qualcuno ha sottovalutato il problema, persino demonizzato il mondo del calcio, forse per scarsa conoscenza della materia, non sapendo che ci sono a rischio 300.000 posti di lavoro, tutto l’indotto del sistema calcio. Invece spara sui ricconi del pallone per non parlare dei problemi degli altri… Se metà delle società professionistiche falliscono in caso di mancata ripartenza prima dell’estate, mi deve però spiegare dove prende quel miliardo per tappare il buco”.

“Milan e Inter al Centro-Sud? Perché no?”

“Milan e Inter al Centro-Sud? Io non vedo il problema, poi” dice ancora il leader della Lega “per carità, non sono il proprietario dei due club quindi spetta a loro dirlo. Ma ci sono regioni a contagio zero, per cui giocare a Firenze, Napoli o Reggio Calabria andrebbe benissimo. Vanno tutelati i posti di lavoro, il calcio tiene in vita metà degli altri sport. Tifo quindi per la riapertura in sicurezza, non per i successi del Milan, perché per quelli temo di dover aspettare ancora qualche anno” dice il leghista, di fede rossonera. “Ripeto: se qualcuno spara sul calcio perché è popolare farlo, non fa un servizio all’Italia” conclude Salvini.

Ilaria Paoletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. ….Salvini vuoi occuparti degli italiani, per favore…..magari facendoti aiutare da Bagnai e Borghi dove non riesci ad arrivare da solo…….rifletti prima di rispondere a vanvera !!!!

  2. non se ne sentiva la mancanza.
    l’unica cosa buona di questo virus,è che finalmente
    ci ha dato tre mesi di un’italia LIBERA, da questo maledetto calcio…
    libera dal casino degli stadi,
    dagli scontri delle tifoserie,
    dal traffico delle partite,
    dalle urla,dalle sbornie,
    dalle pisciate,
    dai pestaggi,
    dalle cariche della polizia,dai fumogeni,dai lacrimogeni,dalle bombe carta,
    dai clacson,
    ecc
    e aveva liberato l’italia da questo cancro calcistico che aveva invaso ogni giorno della settimana,ogni palinsesto televisivo
    e ogni orario della giornata.

    almeno una volta si giocava solo alla domenica,ed era finita lì:
    ma sono decenni che il calcio ha metastatizzato e ha invaso ogni contesto della vita civile:
    subito prima del covid19
    giocavano la domenica,
    il mercoledi,il venerdi,
    il lunedi,il sabato,il giovedi..
    con l’anticipo,il posticipo,il recupero,
    lo spareggio,
    il campionato,la campions,l’amichevole,
    il derby,la coppa italia,lo scudetto,la finale ecc
    e giocavano
    alle 15
    alle 17
    alle 19
    alle 20.45
    alle 19 e tre quarti,
    alle 12
    alle dieci del mattino…

    poi cerchi scampo guardando un pò di tv e dovunque ti giri parlano di calcio:
    in diretta,in differita,
    in analisi,
    in strategia,
    in polemiche degli errori,
    in processi del lunedi,
    in riesumazione di vecchie glorie,
    di vecchie partite,
    nei tg,
    negli special,
    nelle interviste,
    negli approfondimenti:
    parlano di calciatori,di compensi,
    di comportamenti sul campo e fuori dal campo,
    di scandali di questo o quel calciatore,
    degli allenatori,
    dei proprietari.dei massaggiatori….e
    delle auto che si comprano,
    delle donne che frequentano
    di quando si scaccolano,
    di quante volte vanno in bagno,
    di che consistenza la fanno,
    mappork….
    MA E’ UNA PERSECUZIONE!!!

    e dovremmo essere contenti, che FINALMENTE si ricomincia?

    ma andatevene al diavolo….

Commenta