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rugby italiaRoma, 29 gen – Finalmente ci siamo: tra pochissimi giorni il via alla sedicesima edizione del Sei Nazioni di rugby. L’esordio azzurro, il 7 febbraio, ci vedrà impegnati nel pomeriggio con i campioni della scorsa edizione. Quell’Irlanda che nei test match di Novembre ha dato dimostrazione dell’ottimo stato di salute battendo Sudafrica e Australia. Ed è proprio capitan Parisse ad incitare i suoi per il primo super-match: “L’Irlanda è campione uscente e favorita. Una squadra straordinaria, la migliore dell’emisfero nord. Ma due anni fa li abbiamo battuti. E spero che per loro sarà più difficile che per noi”.

Dopo l’Irlanda partirà il tour in terra albionica della Nazionale, che affronterà Inghilterra e Scozia fuoricasa, e che successivamente rientrerà in patria per la doppia sfida all’Olimpico con Francia e Galles. Ben tre quindi saranno le sfide ospitate a Roma. E non sarà da sottovalutare l’effetto campo per la squadra che nella scorsa edizione ha totalizzato zero punti. Particolarmente alte sono infatti le aspettative in termini di affluenza. Così si è espresso il presidente della Fir Alfredo Gavazzi in merito alla prima partita: “Per quella data abbiamo già venduto più di 50.000 biglietti. Secondo le previsioni, nei tre appuntamenti casalinghi gli spettatori saranno 180.000. Io dico anche di più.”.

Un risultato in termini di pubblico che si preannuncia quindi fondamentale, e che potrebbe dare una scossa alla nazione che si candida ad ospitare le Olimpiadi del 2024. E’ lo stesso numero uno del Coni, Giovanni Malagò, anch’egli intervenuto alla presentazione del Torneo nel Salone d’onore del Foro Italico, a sottolinearne l’importanza: “Siamo candidati per le Olimpiadi 2024, ci sono tanti modi per vincere questa competizione e per perderla. Come alleato migliore abbiamo l’Italia e Roma, come nemico l’Italia e Roma. Tra le qualità, abbiamo la capacità di essere eccellenti organizzatori di manifestazioni sportive. Se vinceremo nel 2017, vinceremo anche grazie al contributo del Sei Nazioni di rugby e alla Nazionale”.

E a guardar bene, pare proprio non casuale la scelta della location utilizzata per la presentazione della competizione. Quel salone d’onore in cui, dopo anni d’oscurantismo pseudo-libertario, è tornato a capeggiare il quadro di Luigi Montanarini “L’apoteosi del Fascismo”. Cosa che ha fatto “leggermente” storcere il naso a qualche giornalista dal dubbio gusto estetico e dalla scarsa memoria, dimentico del fatto che l’intera costruzione del Foro Italico – inaugurato nel 1932 col nome di Foro Mussolini – avvenne in epoca fascista. È d’altronde Malagò stesso a sottolinearne l’importanza sportiva: “Questo è il luogo giusto per presentare il Sei Nazioni. Questo posto, non solo nel mondo del rugby, è considerato il tempio dello sport mondiale. Qui c’è la storia dello sport, qui si sono svolte le Olimpiadi del 1960. Qui si giocava solo a calcio, ogni tanto c’era una gara di nuoto e poi c’era il torneo di tennis”, dice il presidente. “Dopo il rugby, ci saranno gli Internazionali Bnl d’Italia, il Golden Gala di atletica, il 7 Colli di nuoto, poi la pallavolo. E allo Stadio dei Marmi arriveranno per la prima volta gli sport equestri”.

Speriamo allora che in un palcoscenico di tanta importanza l’Italrugby riesca a dare il meglio di se. Forza Azzurri!

Davide Trovato

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