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Roma, 10 ott – Sono anni ormai che vediamo politici esultare per vittorie annunciate nelle cosiddette “battaglie facili”. Dal referendum sul nucleare, che ci ha privato di una importante risorsa energetica (oltre che di sovranità e competitività), a quello sul taglio dei parlamentari, inutile sul piano del risparmio economico, passando dagli 80 euro di Renzi al reddito di cittadinanza pentastellato. Rappresentazione miope di un popolo che troppo spesso si reca alle urne “preparato” da qualche puntata di Porta a Porta, salvo poi lamentarsi cronicamente della “casta che ruba e del governo che si spartisce la torta”.

Un calcio al qualunquismo

Ritroviamo scarsa lungimiranza e qualunquismo un tanto al kg anche quando l’argomento si fa meno serio e ci si ritrova a parlare di calcio. Come riporta la Gazzetta dello Sport, secondo uno studio del Cies la nostra serie A è al 61° posto nella classifica mondiale per minuti giocati dagli under 21 (9,3%), in terza posizione tra i 5 maggiori campionati (Ligue 1 15,4%, Bundesliga 13,1%, Liga 9%, Premier League 7,1%). La rosea suona già il campanello d’allarme: la nazionale di Mancini è in pericolo! Tutti d’accordo quando, al bar come in tv, sentiamo parlare di progetti basati sui giovani o di novelle linee verdi? No, per lo meno dobbiamo analizzare meno superficialmente la questione. Per almeno tre motivi.

In primo luogo, ad oggi il lancio di forze provenienti dalle giovanili non sarebbe direttamente proporzionale ad un aumento di minutaggio “italiano”. Le squadre di alta fascia mandano i propri ragazzi, spesso e volentieri stranieri, a farsi le ossa in realtà più piccole del massimo campionato. Le società di media/bassa fascia, meno strutturate economicamente ma sicuramente più tricolori, giocoforza spediscono le loro promesse a fare gavetta nelle sabbie mobili delle categorie inferiori.

Bisogna poi considerare che un progetto di respiro nazionale orientato alla valorizzazione dei settori giovanili richiede risorse, attenzione e soprattutto tempo, in quanto una generazione di calciatori viene sostituita mediamente in un decennio abbondante. Le dirigenze italiane peccano purtroppo di impazienza, un chiaro esempio è la lunga lista di presidenti mangia-allenatori (Cellino, Zamparini, Preziosi, ecc…). Seppur con metodi diversi, negli ultimi 15 anni Germania e Spagna hanno invece saputo garantirsi una continuità di risultati nei Mondiali e negli Europei, grazie al lavoro certosino e all’attenzione riservata ai vivai. Ciò ha portato un ottimo riscontro anche a livello di squadre.

Infine, uno spogliatoio equilibrato non può prescindere da uno zoccolo duro di giocatori esperti che aiuti, sia d’esempio e direzioni le nuove leve. In Lega Pro e nelle categorie più alte del dilettantismo, soprattutto per motivi di bilancio, è frequente la formazione di gruppi composti da soli giovani. La mancanza di figure che a tempo debito sappiano usare il bastone e la carota rallenta però la crescita calcistica dei ragazzi, che anzi rischiano di bruciarsi. D’altronde l’esperienza aiuta sia a gestire le fasi più delicate sia a frenare facili entusiasmi.

Gli squadroni tracciano la via per i settori giovanili

Un mix di senatori e gioventù è proprio l’obiettivo perseguito dalle due squadre che secondo gli addetti ai lavori si contenderanno la vittoria del titolo nella stagione appena iniziata. La pluriscudettata Juventus riesce ogni anno a puntellare un organico consolidato con giocatori di sicura prospettiva. L’eterna rivale Inter nella corrente sessione di mercato sta puntando sull’usato assicurato, dopo aver ringiovanito la rosa assicurandosi le prestazioni e valorizzando quella che con ogni probabilità sarà la futura spina dorsale azzurra: Bastoni, Barella, Sensi, Esposito.

Anche nella massima serie, e soprattutto in prospettiva nazionale, per far maturare appieno i ragazzi più promettenti non basta quindi concedere loro la possibilità di essere impiegati costantemente. Si diventa giocatori grazie al rapporto e al confronto con compagni già affermati e per mezzo di proprietà in grado di aspettare che il seme piantato dia i frutti sperati. Al rettangolo verde il giudizio.

Marco Battistini

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