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Roma, 13 mar – Serse Cosmi non è tipo da cospargersi il capo di cenere. E’ un duro di un calcio d’altri tempi, di quelli che tirano dritti anche se multati per parole impronunciabili. Cosa che indubbiamente oggi farà discutere, ma che difficilmente lo turberà più di tanto. Squalificato per la blasfemia esternata e che lo ha costretto a non seguire la propria squadra nella sfida persa ieri 3-2 contro la Lazio, il tecnico del Crotone si sfoga così in conferenza stampa.



Blasfemia, Cosmi: “Fino a prova contraria vivo in un Paese laico”

“Il fatto che nemmeno quando si rientra nel tuo spogliatoio non ci si possa lasciare andare, per così dire, implica che la situazione sta sfuggendo di mano secondo me”, dice Cosmi. “Spero si possa prendere in considerazione eventuali modifiche a questo genere di normativa, in merito al concetto di blasfemia, nella maniera giusta. Fino a prova contraria penso di vivere in un Paese laico”, tuona l’allenatore umbro. “Ci sarebbe da disquisire anche sul contenuto della norma stesa, ma non lo voglio fare per non far entrare in mezzo associazioni clericali. O modificano le norme o le persone che stanno vicino agli spogliatoi”.

“Gli allenatori non vanno puniti per situazioni assurde”

Cosmi si mostra particolarmente infuriato per la sconfitta di ieri, anche perché a suo avviso con lui in panchina il Crotone non sarebbe uscito perdente dalla sfida decisiva (per i calabresi) in chiave salvezza. “C’è molto rammarico, perché abbiamo recuperato due volte il risultato contro la Lazio: esclusa l’occasione di Immobile non si può dire che abbiamo rischiato. Bisognava stare attenti sui palloni alti negli ultimi minuti ma, dalla tribuna, non è facile comunicare alla squadra”, ha detto il tecnico a Sky Sport.

Gli allenatori non vanno puniti per delle situazioni assurde. Se fossi stato in panchina, poco prima del 3-2 della Lazio, avrei fatto due cambi; a quel punto, non so come sarebbe andata a finire. Il gol era evitabilissimo” L’allenatore della squadra calabrese non se la prende però con la sua squadra. “Non me la sento di rimproverare qualcosa ai ‘miei’ giocatori. Peccato, però, ero convinto di pareggiarla”.

Alessandro Della Guglia



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