Roma, 11 giu – L’agenda politica globalista si impone anche attraverso lo sport. Un’agenda che non contempla né soste né ostacoli. Tutto deve essere impregnato del nuovo verbo. Anche se di mezzo c’è stato il fattaccio di Peschiera, dove un’orda di immigrati ha molestato sei ragazzine al grido di «questa è Africa» e «qui le italiane non salgono». Stasera, infatti, a Wolverhampton si gioca Italia-Inghilterra, gara valevole per la Nations League. Sandro Tonali, centrocampista del Milan e della Nazionale, a precisa domanda ha confermato: «Sì, ne abbiamo parlato con la squadra oggi. Lo faremo come gesto di rispetto nei loro confronti, ci inginocchieremo».

Italia in ginocchio (in tutti i sensi)

Rispetto per chi? Per una squadra di milionari viziati che, con Black lives matter, hanno trovato un modo per alzare le loro quotazioni? Certo, noi lo capiamo Tonali: è giovane, pensa solo a giocare a calcio e, probabilmente, dei fatti di Peschiera non sa assolutamente nulla. Ma è proprio questo il punto: quando gli azzurri hanno discusso la questione – cosa che comunque l’anno scorso creò diversi grattacapi alla Nazionale – qualcuno li ha quantomeno informati di quello che era successo, magari facendo loro notare che, inginocchiandosi, avrebbero insultato le vittime di Peschiera?

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Peschiera ferita ancora aperta

Sia come sia, già durante gli Europei, aveva spiegato bene Federico Rampini perché inginocchiarsi non è affatto un segno di rispetto per chicchessia: «Smettiamola di dire che sono gesti coraggiosi quando l’establishment li sostiene: di quando in qua è coraggioso il conformismo?», aveva dichiarato in un’intervista al Giornale. Peraltro, faceva notare, questo gesto è ancora più deprecabile in quanto appoggia Black lives matter, cioè un movimento che «è stato abbracciato completamente dall’establishment, ma si è macchiato di colpe serie: ha legittimato manifestazioni molto violente, con saccheggio, devastazioni e impoverimento nei quartieri abitati da afroamericani». Di tutto ciò, lo ripetiamo, Tonali non sa probabilmente nulla. Ma proprio per questo la Figc avrebbe dovuto avvisare gli azzurri dei risvolti della vicenda. Perché Peschiera, nonostante i tentativi di insabbiare il misfatto, è una ferita ancora aperta. E inginocchiarsi ora, proprio ora, è come rigirare il coltello nella piaga.

Elena Sempione  

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5 Commenti

  1. Il maggior inganno del Potere verso i popoli è quello di far passare per “coraggiosi” atti che sono ,invece, pienamente in linea con i desiderata di chi comanda. Ricordo un’ edizione del tg3 dove venivano definiti “anticonfirmisti” personaggi come Fedez e altri cantantuncoli da quattro soldi, solo perchè appoggiavano le cause lgbtqxyz…

  2. i soliti vigliacchi senza palle,odiatori di se stessi e della propria gente:
    si inginocchiano e baciano culi e piedi a destra e sinistra come invasati,

    NON meritano di rappresentarci come nazione:
    meno che mai,non meritano di rappresentare me.

  3. Una squadra che s’inginocchia non sarà mai la mia squadra. Un Nazionale che s’inginocchia non mi rappresenta. È solo la vergogna dell’Italia.

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