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Roma, 21 apr – La Superlega perde pezzi, le sei squadre inglesi abbandonano il progetto e anche l’Inter annuncia di non essere più interessata. A poche ore dall’annuncio-bomba che ha scosso il mondo del calcio di una Super League per 12 top club europei da giocare alla faccio delle competizioni ufficiali e dopo la condanna di Fifa, Uefa, leghe dei vari Paesi e l’ira dei tifosi, il progetto sembra già naufragato.



Superlega, lasciano le sei squadre inglesi e l’Inter

La prima squadra a ufficializzare il ritiro è stata il Manchester City. A seguire tutti i club inglesi fondatori della Superlega sono usciti. Anche se dal Chelsea non è arrivata ancora una nota ufficiale. Poco dopo anche l’Inter ha fatto un passo indietro: “Il progetto della Superlega allo stato attuale non è più ritenuto di interesse“. A naufragare è dunque è il progetto di un “calcio per soli ricchi”, condannato praticamente da tutti, compresi i governi europei. Anche se dietro al progetto c’è una crisi evidente del business del calcio, come ci ha spiegato Paolo Bargiggia in un’intervista al Primato Nazionale.

L’annuncio della Superlega: “Progetto sospeso, va rimodellato”

Nella notte è arrivata dunque la nota ufficiale della Superlega che conferma la sospensione dell’iniziativa, per “riconsiderare i passaggi per riconfigurare il progetto“. Nella nota si legge che “alla luce delle circostanze attuali, valuteremo i passi più opportuni per rimodellare il progetto, avendo sempre in mente i nostri obiettivi di offrire ai tifosi la migliore esperienza possibile, migliorando i contributi di solidarietà per l’intera comunità calcistica”. Secondo quanto riportato nel comunicato, i club inglesi sarebbero stati “costretti a prendere tali decisioni a causa delle pressioni esercitate su di loro”. In effetti, il premier britannico Boris Johnson si è scagliato contro l’iniziativa condannandola duramente.

Tutto è partito dalle minacce del premier britannico Johnson

La nota spiega che il progetto non ha nulla di illegale: “Siamo convinti che la nostra proposta sia pienamente conforme alle leggi e ai regolamenti europei, come è stato dimostrato oggi da una decisione del tribunale che tutela la Super League dalle azioni di terzi”. Evidentemente a mettere in stand by il progetto è stata la terribile reazione del mondo del calcio e delle istituzioni europee. Tutto è partito dal Regno Unito, con Johnson determinato a “sganciare una bomba legislativa per fermare la Superlega“.

Una legge ad hoc per bloccare il progetto ha fatto cambiare idea ai club inglesi

La minaccia ha funzionato: una legge ad hoc per bloccare il progetto ha portato verso l’uscita il Manchester City, a seguire si sono mosse le altre squadre della Premier League. L’Arsenal ha chiesto perdono ai suoi tifosi, “abbiamo fatto un errore e ce ne scusiamo”. Il Manchester United, il cui vicepresidente Ed Woodward, tra le menti dell’operazione Superlega, ha rassegnato le dimissioni a seguito delle contestazioni dei tifosi, si è accodato. Lo stesso hanno fatto Tottenham e Liverpool. Anche il Chelsea sta preparando i documenti per abbandonare il progetto.

La prossima a lasciare potrebbe essere il Barcellona

Sul fronte della Spagna, il Barcellona potrebbe essere la prossima squadra a chiamarsi fuori, soprattutto per paura di ritorsioni da parte della Uefa. Tuttavia, secondo il quotidiano spagnolo Mundo Deportivo, la verità potrebbe essere un’altra. “La Uefa avrebbe offerto una notevole somma alle squadre inglesi” per abbandonare la Superlega, dice il giornale. Notizia tutta da verificare e in ogni caso quel che si sa è che nessuna offerta sarebbe stata avanzata ai club spagnoli, né a Juventus, Inter e Milan.

La nota della As Roma: “Chiediamo a Juve, Inter e Milan di uscire dalla Superlega e di chiedere scusa i tifosi italiani”

Per quanto riguarda la serie A, nella notte anche la As Roma è intervenuta ufficialmente sulla vicenda con una breve dichiarazione diffusa dai vertici della società. “Chiediamo ufficialmente alle tre società italiane – Juventus, Inter e Milan – di uscire dalla Superlega e di chiedere scusa ai tifosi italiani“. Una presa di posizione netta contro il progetto a 12 che a questo punto potrebbe non nascere più.

Real Madrid e Juventus intenzionate ad andare avanti

Per adesso tutto tace sul fronte di Real Madrid e Juventus, i cui presidenti Florentino Perez e Andrea Agnelli (presidente e vicepresidente della Superlega) sono le menti principali del progetto, orfano comunque delle big del calcio francese e tedesco, da subito schierate con la Uefa. I due club dunque sembrano intenzionati ad andare avanti (non si sa con quali squadre). Ma a sentire Agnelli, intervistato da Repubblica, la Superlega esiste ancora.

Le minacce di Uefa e Fifa

Ieri in serata c’è stata una riunione d’urgenza dei 12 club fondatori per valutare le minacce della Uefa di espulsione da coppe e campionati, con i calciatori esclusi dalle nazionali. Oltre alla possibilità di dover affrontare una causa per 50-60 miliardi. Durante il congresso Uefa a Montreaux, il presidente Aleksander Ceferin aveva ribadito una chiusura totale alla Superlega e attaccato ancora Agnelli, ritenuto un “traditore”. “Mi rivolgo soprattutto ai proprietari della squadre inglesi: avete fatto un errore enorme. C’è tempo per cambiare idea”. Anche il presidente della Fifa Gianni Infantino era stato più che chiaro: “I fondatori della Superlega pagheranno per le loro scelte“.

Se le squadre ribelli rientreranno tutti nei ranghi e la Superlega verrà accantonata è possibile che a livello di Uefa e leghe nazionali non ci saranno grossi provvedimenti, anche se si annunciano sanzioni. I campionati proseguiranno con le 12 squadre “scissioniste” in campo, così com la Champions e l’Europa League. Ma non può finire tutto come se niente fosse. Il calcio europeo dovrà fare i conti con questa brutta vicenda.

Ludovica Colli

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3 Commenti

  1. Già le inglesi vengono usate come mezzo di veicolamento di idee sorosiane (vedi proprio i due MAnchester): ci voleva pure na cosa del genere…

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