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Roma, 21 apr – La Superlega si è rivelata un superflop. E’ durata meno di un temporale estivo, eppure Andrea Agnelli crede ancora che il progetto sia in piedi. Non gli è bastata la figuraccia proverbiale. Quanto dichiarato dal presidente della Juventus a Repubblica ha infatti dell’incredibile dopo la repentina marcia indietro delle società inglesi e dell’Inter.

Agnelli: “Superlega si farà al 100”

Fra i nostri club c’è un patto di sangue, il progetto della Superleague ha il 100% di possibilità di successo, andiamo avanti“, dice Agnelli dopo le suddette defezioni. Ma con chi pensa di farla adesso la Superlega? Intende programmare un quadrangolare con le squadre spagnole? Piuttosto surreale anche il richiamo al “patto di sangue”, visto che la metà degli aderenti iniziali si sono sfilati in poco più di 24 ore. Saremmo curiosi di conoscere l’interpretazione che Agnelli dà al concetto di “patto di sangue”.

Sta di fatto che il presidente della Juve è convinto che la Superlega si farà lo stesso. Pur non disegnando timide aperture a Fifa e Uefa: “Se ci fanno una proposta, valuteremo”.
A suo avviso si tratterebbe però di una proposta che non impedirebbe alla nuova competizione di esistere, a prescindere. Perché sarebbe la “più bella al mondo capace di portare benefici all’intera piramide del calcio, aumentando la distribuzione delle risorse agli altri club e rimanendo aperta con cinque posti disponibili ogni anno per gli altri da definire attraverso il dialogo con le istituzioni del calcio”.

Il nipotissimo sta sognando?

Insomma Agnelli non molla l’osso e almeno a parole crede ancora nella Superlega, che sempre a suo dire non metterebbe a rischio i campionati nazionali. “C’è piena volontà di continuare a partecipare a campionato e coppe nazionali. Noi rimaniamo nelle competizioni domestiche, andremo a giocare in ogni stadio d’Italia, di Spagna e d’Inghilterra. Il nostro lavoro resterà intrinsecamente legato alle competizioni domestiche”.

E prova pure a spiegare i vantaggi che porterebbe ai giovani, anche in questo caso mostrando una buona dose di distacco dalla realtà, almeno da quella attuale. “L’alimentazione dei settori giovanili viene mantenuta. Ogni settimana daremo ai tifosi le partite dei campionati nazionali e di una nuova competizione, capace di avvicinare le generazioni più giovani che si stanno allontanando dal calcio, che sta vivendo una crisi enorme di appetibilità verso le nuove generazioni”. Qualcuno dica al nipotissimo di svegliarsi dal suo sogno.

Eugenio Palazzini

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