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Roma, 8 ago — Con la giornata di oggi, si chiudono definitivamente i giochi olimpici di Tokyo. Edizione che rimarrà sicuramente nella storia per la mancanza di pubblico e dei rigidi protocolli adottati per evitare la diffusione del coronavirus, e – per quanto riguarda l’Italia soprattutto – queste Olimpiadi rimarranno nella storia grazie al record di medaglie, ben 40, che consentono di far meglio delle edizioni di Los Angeles (1932) e Roma (1960). Da segnalare che per la prima volta, l’Italia conquista medaglie in ogni giornata di gare. Sono 24 le medaglie in campo maschile (7 ori, 7 argenti e 10 bronzi), 15 in campo femminile (2 ori, 3 argenti e 10 bronzi) e un oro nelle gare miste.



Olimpiadi di Tokyo: per l’Italia una prima settimana deludente…

E pensare che dopo la prima settimana dei Giochi Olimpici, la situazione per la spedizione italiana era piuttosto deludente, a causa dei risultati non all’altezza di uno sport storicamente a noi favorevole come la scherma (nessun oro in questa spedizione, nonostante siamo primi nel medagliere di tutti i tempi delle Olimpiadi) e di altre situazioni in cui si sarebbe potuto portare qualcosa a casa. Anche nel nuoto le aspettative erano sinceramente quelle di alzare l’asticella, ma nonostante ciò sono arrivate diverse medaglie (non quella più preziosa). Gli unici acuti provenivano dal solo Vito Dell’Aquila nel taekwondo e dalla coppia di formata da Valentina Rodini e Federica Cesarini per il canottaggio.

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…ma l’atletica ci porta sull’Olimpo

Con l’arrivo dell’atletica, tuttavia, le cose sono cambiate nettamente. È arrivato prima l’oro di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, dopo una decina di minuti Marcell Jacobs (giustamente portabandiera di chiusura) ha stupito il mondo andando a conquistare i 100 metri piani, ossia la gara regina dell’atletica. E poi i due ori nella marcia 20 Km con Massimo Stano nel maschile e Antonella Palmisano nel femminile. Per chiudere con l’atletica, la staffetta 4×100 ha bruciato la Gran Bretagna: Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Fausto Desalu e Filippo Tortu gli eroi di giornata. Complessivamente, l’Italia con 5 ori chiude seconda nel medagliere dell’atletica dei Giochi olimpici, dietro solo agli Stati Uniti.

Gli altri successi italiani a Tokyo 2020

Nella settimana corrente, non dimentichiamo sicuramente gli ori di Luigi Busà nel karate, di Ruggero Tita e Caterina Banti nella vela e del quartetto azzurro nell’inseguimento del ciclismo su pista, con Filippo Ganna, Simone Consonni, Francesco Lamon e Jonathan Milan. Sono anche arrivate medaglie storiche, come quella di Vanessa Ferrari nella ginnastica, il bronzo delle Farfalle Azzurre, Irma Testa nel pugilato, Elia Viviani che conquista il bronzo dopo l’oro di Rio e tanti altri. Dunque una Nazione, la nostra, che può benissimo competere ad alti livelli in tutti gli sport principali, come si è dimostrato nell’atletica, nella quale sono arrivati più ori in una settimana di gare che nelle precedenti 8 Olimpiadi, vale a dire da Seul 1988 a Rio 2016.

L’Italia migliore di sempre

Dunque, come chiesto e promesso dal presidente del Coni Malagò, si è fatto decisamente meglio dell’edizione precedente, andando a costruire tra le migliori Olimpiadi di sempre per L’Italia. Bisognerà lavorare molto per mantenere ad alto livello determinate federazioni e per riportare in alto quelle che hanno visto un calo di prestazioni. A proposito di quest’ultime, sicuramente la pallavolo è stata la delusione maggiore di questi giochi, sia in campo maschile che in campo femminile. Per le ragazze, la distrazione “social” viene considerata tra le prime cause di questo risultato.

La sinistra strumentalizza atleti immigrati e Lgbt alle Olimpiadi

Non dimentichiamo la pressioni esercitate e gli eccessivi elogi nei confronti di Paola Egonu, giocatrice di livello mondiale ma che ancora deve dimostrare tanto. A livello di opinione pubblica, la sua immagine è stata utilizzata per lanciare di nuovo argomenti come Ius Soli e DDL Zan, prendendo a esempio la presunta quantità di insulti che riceve a causa del colore della pelle e del suo orientamento sessuale.

L’Italia non ha bisogno dello ius soli per vincere ai Giochi Olimpici

Lo stesso Marcell Jacobs è stato strumentalizzato per riparlare della follia dello Ius Soli, ignorando che il neo bi-campione olimpico sia italiano poiché nato da madre italiana. Notare come abbia rifiutato inoltre la cittadinanza americana. E che dire dei grandi riflettori puntati su Daisy Osakue, vittima del presunto attacco razzista di qualche tempo fa? Anche dalle corse su grandi distanze non sono arrivati grandi prestazioni dai naturalizzati italiani. Quel che è certo, dunque, è che l’Italia sportiva (e non) non ha bisogno dello Ius Soli per migliorare i risultati nelle competizioni mondiali, ma solamente di investimenti nelle federazioni, nei giovani, nelle strutture. Basti considerare anche la recente vittoria agli Europei di calcio, contro le tanto esaltate squadre multietniche.

In ogni caso, chi tende a voler spaccare il paese a livello di opinione pubblica – senza nemmeno conoscere le questioni basilari sulla cittadinanza – non ha ricevuto molte soddisfazioni, se non da Fausto Desalu (uno dei quattro frazionisti della 4×100) e in parte da Massimo Stano, i cui articoli sulla sua conversione all’Islam lasciano perplessi, redatti unicamente per attaccare la destra “islamofoba”, dunque non autorizzata a festeggiare l’oro. Si stava già parlando anche di “donne che salvano la spedizione italiana”, salvo poi vedere – come detto in precedenza – che stavolta gli uomini hanno trainato verso l’alto l’Italia nel medagliere.

L’Italia riparta dallo sport

Ma a questo noi non interessa, siccome la nostra è una nazione – non solo a livello sportivo – fatta di uomini e di donne capaci di arrivare a risultati impensabili e non pronosticabili, senza queste continue divisioni di genere e senza l’ausilio di leggi per la cittadinanza facile (a questo punto, tanto vale fare come il Qatar, che “compra” gli atleti) e di elogi della diversità fino alla nausea, con la certezza quindi di incidere negativamente sulle prestazioni sportive degli atleti stessi. L’Italia ha bisogno di ripartire e lo sport sicuramente può essere un motivo di traino, andando a bypassare anche discorsi che vorrebbero considerare lo sport come semplice distrazione dai problemi seri.

Sport che invece può farsi portavoce di situazioni particolari, come ad esempio quella degli atleti greci, i quali ormai non hanno nemmeno più gli impianti sportivi adeguati per allenarsi. Non ci resta, infine, che ringraziare tutti gli uomini e tutte le donne che hanno portato a casa il risultato da queste Olimpiadi, nella speranza che “tornare potenza” non sia l’obiettivo del solo mondo sportivo, ma anche quello dell’Italia.

Manuel Radaelli

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5 Commenti

  1. Condivido il titolo segnalando che anche in altri campi (non sportivi) si segnala l’ avvento di una nuova generazione “dilettanti” con parecchi elementi sorprendentemente bravi, controcorrente, ma assai privi di mezzi. Perlopiù, non sono figli di…

  2. Domanda:
    Quando si sono chiuse le Olimpiadi Tokio 2020?
    Risposta:
    Nel 2021.
    Domanda:
    Ma son durate un anno?
    Risposta:
    No. Nel 2020 non potevano iniziare per la pandemia.
    Domanda:
    Ma perché nel 2021 la pandemia non c’è stata ? Risposta:
    Si ma Jackson non poteva più aspettare.

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