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ivan bassoPau, 14 lug – “Ho un tumore al testicolo sinistro”, parole fredde, glaciali, a pronunciarle Ivan Basso, due volte vincitore del Giro d’Italia, nel 2006 e nel 2010, durante la conferenza stampa all’hotel Mercure di Pau.
“Dopo la caduta – avvenuta nella quinta tappa, quella con arrivo ad Amiens, ndr – nei giorni successivi, ho avvertito dolore al testicolo. Ieri abbiamo interpellato i medici del Tour de France: il nostro medico ha parlato con i suoi colleghi, e abbiamo deciso di effettuare un esame approfondito in ospedale. Gli accertamenti hanno dato una cattiva notizia: ho un piccolo cancro al testicolo sinistro. E come è facile comprendere, ho deciso di fermarmi”.
Il mondo del ciclismo si stringe attorno a lui, cominciando dal suo capitano Alberto Contador, passando per Vincenzo Nibali, compagno ai tempi della Liquigas, “non ci volevo credere, sono stato veramente colpito da questa notizia, che va al di là del ciclismo e colpisce l’uomo, prima del ciclista. Spero che tutto vada bene”, fino a Lance Armstrong, il corridore statunitense fu colpito anche lui da sorte medesima, che attraverso twitter esorta il ciclista varesino: “Pensando a Ivan Basso gli auguro il meglio imbarcandosi nel suo viaggio nel cancro”. Il dottor Piet De Moor, medico della Tinkoff, ha affermato che dopo la diagnosi il corridore voleva concludere la Gran Boucle, ma lo staff sanitario lo ha esortato ad intraprendere l’operazione e un ciclo di cure, parlando di una guarigione fattibile al 98-99%.
Attraverso le colonne di facebook, Basso, ha rivolto un messaggio ai suoi sostenitori:
Ciao, quello che sta succedendo lo sapete già, quello che ci tenevo a dirvi è che affronterò questa prova con la grinta di sempre e con la positività che mi avete trasmesso con tutti i vostri messaggi.
Amo il ciclismo che mi ha dato tanto e mi ha insegnato a stringere i denti quando c’è da lottare; adoro la mia famiglia che riempie la mia vita di gioia e mi ha dato la spinta per andare avanti nei momenti difficili; farò un gran tifo per la mia squadra, la Tinkoff-Saxo, alla quale auguro di portare Alberto, il nostro capitano, a Parigi in maglia gialla.
Nei prossimi giorni purtroppo non potrò stare in contatto con voi, ma tornerò a farlo molto presto perché siete la mia forza!
Grazie a tutti.
Ivan
Lorenzo Cafarchio



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