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Roma, 11 giu – Nonostante le gufate di Galli e compagnia cantante, tra poco molti di noi potranno godere dell’agognato riposo estivo. Per tante – troppe – persone questo è l’unico momento per distendersi e poter veramente leggere qualcosa senza l’eterno inghippo del prossimo impegno da portare a termine. E allora perché non approfittare di questo momento per mettere a frutto le infinite potenzialità del nostro cervello “a riposo”? Questo è qualche suggerimento di lettura. Non fatevi spaventare: tenete in allenamento il cervello. Tra emergenze vere ed emergenze false, è l’unica cosa che vi aiuta a sopravvivere.



5) Negli abissi luminosi. Sciamanesimo, trance ed estasi nella Grecia antica – Angelo Tonelli

Un saggio intenso e scorrevole che cattura sin dalle prime pagine: Tonelli  ci mette bene in chiaro che la tecnologia sta prendendo il sopravvento sulla nostra mente e che ora più che mai, col Covid, abbiamo delegato il concetto di “conoscenza” agli esperti – sbagliando. Dunque ci accompagna (attraverso varie “scuole”) a conoscere i mediatori e mediatrici tra il visibile e l’invisibile, attraverso la ricchissima eredità indoeuropea che sfocia in quella della Grecia. A farci capire meglio i puntuali richiami a una conoscenza perduta, snobbata in favore di questa “scienza” che in chiave positivista dovrebbe spiegare e risolvere tutti i nostri problemi, c’è una ricchissima selezione di testi e testimonianze: Empedocle, Parmenide, Omero, Esiodo, Eschilo, Aristofane e tanto altro ancora. Ne uscirete certi di una sola cosa: che un tempo l’uomo aveva meno presunzione ma era assai più … “divino”.

4)La fine dell’amore: Sociologia delle relazioni negative – Eva Illouz

Da quando i Ddl Zan ha catturato l’attenzione dell’opinione pubblica tramite il lavoro di cesello di influencer e vip, si fa un gran parlare di “amore”, l’unica forza che sembra essere al di là del bene e del male. Ma l’amore, poi, esiste ancora o è solo un altro bene di consumo? “Una cultura che ha così tanto da dire sull’amore parla molto meno degli altrettanto misteriosi momenti in cui evitiamo di innamorarci, in cui ci disamoriamo, momenti in cui la persona che ci ha tenuto svegli la notte ora ci lascia indifferenti”. Eva Illouz non parla del semplice fine di un rapporto però, ma si propone di scandagliare cosa ci sia nella nostra cultura e società attuale, così precaria, che abbia reso tutte le nostre relazioni “usa e getta”.  E’ colpa della  “macchina capitalistica”,  dei social e delle illimitate (all’apparenza) possibilità di avere relazioni sessuali e sentimentali? C’è davvero una industria che oggi più che mai, gay, etero o fluidi, lucra sui nostri sentimenti, diventati “intercambiabili” quasi come una maglietta H&M? Questo libro, frutto di una ricerca ventennale della Illouz, dà qualche risposta a queste domande – e forse qualcuna di esse non ci piacerà.

3) La primavera perfetta – Enrico Brizzi

Per rimanere in tema di “relazioni” spezziamo un attimo la linea “didattica! di questa classifica per passare ad un romanzo del quale abbiamo già parlato qui. Personalmente sono da sempre una grande fan di Brizzi e compro ogni sua ultima uscita e questa nei primi capitoli non mi stava convincendo. Sembrava pedante e didascalica, quasi da romanzo rosa. Ma poi, traendo forza dalla filosofia del ciclismo che permea l’intero romanzo, lo scrittore bolognese arriva al punto: cos’è un divorzio, che conseguenze ha sui figli, e soprattutto sull’economia di un uomo solo e sfortunato… come finisce un amore? Ma poi, dopo la discesa, c’è sempre la salita e non è un male. Come ritorna l’amore, come si riprende in mano la propria vita, cos’è la fratellanza tra uomini? Questo e molto altro in un romanzo leggero solo all’apparenza, godibile, fresco.

2) Le metamorfosi – Ovidio

C’è sempre un “grande classico” che non abbiamo letto, fidatevi. Un po’ per mancanza di occasioni, un po’ per noia, un po’ perché – ammettiamolo – soprattutto quando si tratta di greci e latini diamo per scontato che ci saranno lunghissime note e traduzioni a fronte a spezzarci l’incanto della lettura. Quel che dimentichiamo, però, è che erano comunque uomini come noi (d’accordo, forse migliori) e quindi perché non buttarsi a capofitto nelle Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone? In quest’epoca in cui il sé ci viene eternamente rappresentanto come fluido, incostante, in cui qualsiasi transizione pare indolore o comunque necessaria allo scopo di una utopica felicità, è interessante rileggere le storie di Tiresia, Ermafrodito, Ifi e Ceneo che a voler forzare la mano sono stati dei “transgender”. Non si nega nemmeno l’argomento dell’omosessualità e, in generale, dell’amore. Ma questi cambiamenti sono davvero indolori? In ogni “metamorfosi” non si sacrifica poi una parte di sé? Ovidio è illuminante – e meno complicato di quel che sembra.

  1. Rika, Mario Vattani

Ultimamente si parla molto di Mario Vattani – a sproposito. A noi piace parlare di Rika, un breve romanzo (forse l’ultimo dell’autore di Doromizu, che nelle interviste ha annunciato l’addio alla scrittura – o forse un arrivederci) che in quest’epoca di lotta tra i sessi, tra incel e femministe, questa guerra fomentata a favor di camera tra uomini e donne a uso e abuso del “mercato” e della dissoluzione totale, Rika – la protagonista – è una perla luminosa di identità, volontà, senza mai perdere l’innocenza e la dolcezza di una giovane adolescente. Rika rifiuta di essere vittima degli uomini che vogliono approfittare di lei e capovolge quella narrazione che vede le donne sempre e invariabilmente come incapaci di opporsi ad un abuso, dal più piccolo al più grande. Vattani ci ricorda che si può: bisogna solo avere le chiare le proprie priorità. E’ un omaggio a noi donne e un ammonimento agli uomini. Il libro più “femminista” uscito di recente arriva da dove meno te lo aspetti.

Ilaria Paoletti

 

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