Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 22 set – Il centrodestra a trazione salviniana non ha centrato, per due volte in meno di un anno, l’obiettivo di stendere la sinistra che, oltretutto, governa l’Italia. In Emilia Romagna a gennaio, oggi in Toscana. Come leader della coalizione, Salvini ha deciso di far andare sul ring due sue combattenti, le quali però alla fine dei conti si sono rivelate meno letali del previsto e dello sperato. E nelle due circostanze, Salvini ha tenuto una condotta l’una diversa dall’altra. In Emilia Romagna si era speso molto più di quanto non abbia fatto in Toscana. Si è limitato, quest’anno, a preferire per le vacanze estive la Versilia alla Riviera romagnola. Ha lasciato molto più spazio alla candidata Ceccardi senza starle un passo avanti come tendeva a fare con la candidata Borgonzoni. Dobbiamo anche dire che il leader del Carroccio ha tenuto, in Toscana, un tono drasticamente più basso, evitando le scene francamente opinabili della scampanellata al palazzo dove forse abita uno spacciatore.

Andarci vicino conta solo se giochi a bocce

La strategia è stata quindi diversa, eppure nel muro rosso non è stata aperta una breccia vera e propria, e i prossimi cinque anni di governo della regione, coi prossimi tre di governo della nazione, serviranno alla sinistra per fortificare le proprie postazioni. Ciò che sfugge, ed è anche ciò che fa incazzare, è che ad un certo punto e superato un certo limite, si partecipa alle competizioni col sol fine di vincere e non di arrivare vicini alla vittoria. Sembra, altrimenti, di assistere ad una finale tra una super squadra e la squadretta giunta lì per caso che non ha niente da perdere. No, Salvini e tutta la destra hanno molto da perdere, poiché era giunto per loro il momento di giocarsi alla pari un paio di partite fondamentali per la vita dell’Italia dei prossimi anni, forse anche decenni. Non aver vinto, e quindi aver perso, in Emilia Romagna e in Toscana significa in ogni caso aver fallito due opportunità che difficilmente si ripresenteranno.

Il partito dei selfie

I motivi potrebbero essere molteplici. Primo fra tutti, viene in mente la vuotezza che a tratti traspariva. Si gioca in Toscana perché si propone un modello di vita e un impianto ideologico rivoluzionario o solo perché si vuol dar noia ai governatori uscenti? La risposta giusta dovrebbe esser la prima. Dunque Salvini, se vuol davvero creare il partito repubblicano italiano, deve darsi una mossa perché l’incapacità di afferrare i contenuti e di vendere l’anima di un partito rende l’elettorato irrequieto. Oltretutto, Donald Trump non è solito farsi selfie con mucche e piatti di pastasciutta. Carini, divertenti, ma alla lunga è come se venissero letteralmente a noia.

Il populismo cialtrone dei grillini, scomparsi dai radar, non può essere inseguito perché su queste scemenze loro sono imbattibili. Dunque Salvini e la Meloni avrebbero fatto meglio a smarcarsi dal taglio dei parlamentari dettando una linea di rigore e di razionalità, evitando così di finire nell’ombra del Movimento 5 stelle. Avrebbe comunque vinto il “sì”, e chissenefrega, l’importante è stabilire una linea forte, dei confini ideologici netti oltre i quali si trova la cialtroneria altrui. Alla Lega, dopo essersi trasformata in partito nazionale, sta mancando quest’etichetta. Quando la si vota, cosa si sta votando? Fatelo sapere in fretta all’Italia, perché il prossimo presidente della Repubblica sarà eletto dalla sinistra e la legge elettorale con cui voteremo sarà proporzionale. Può sembrare assurdo, ma quelli col terremoto sotto ai piedi sono quelli messi meglio.

Lorenzo Zuppini

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Intanto loro ci vanno alle elezioni. Noi siamo divenuti un sito internet. Menomale che c’è la rivista mensile a risollevare lo spirito e la mente

  2. Rigore e razionalità? Confini ideologici netti? Un’opposizione sfilacciata che non morde, si porta dietro gli errori dei precedenti governi di centro-destra, è la quintessenza della debolezza e ha promesso due cose che non interessano a nessuno, il presidenzialismo e l’autonomia invece di rimboccarsi le maniche e pensare che non ha neanche un giornale che possa stare a pari di Repubblica e nemmeno un dito nei settori della società che contano. E, come non bastasse, s’è presentata con un Berlusconi cadente e ridente che ha fatto scomparire il povero Tajani. E potrei continuare….

  3. La Lega ha aumentato il numero dei seggi alle regionali e qui si scrive che ha perso.
    La disinformazione continua.
    P.s. Ma la parola “VUOTEZZA” che qui viene usata, esiste ?

Commenta