Pistoia, 26 dic – Don Massimo Biancalani, il prete pro-invasione che aveva portato un gruppo di sedicenti profughi in piscina quest’estate e che aveva tra i suoi ospiti uno spacciatore, è tornato a far parlare di sé. E quale migliore occasione se non il Natale? Fiero appartenente alla cordata bergogliana che considera i profughi come i nuovi Gesù, il presepe che il parroco dei migranti ha allestito nella sua parrocchia di Pistoia ha rispecchiato questa sua convinzione.

E così, al posto della capanna o della grotta, il mistero della Natività è stato allestito niente popò di meno che su un gommone. Chissà, forse lo stesso che ha usato quest’estate per far divertire i profughi in piscina. Come se non bastasse sotto al canotto un lenzuolo bianco con la scritta “Refugees Welcome”. Bue e asinello non pervenuti. Lo hanno realizzato lo stesso sacerdote con l’aiuto di alcuni “profughi”, cristiani e musulmani.

Le foto del presepe, pubblicate dallo stesso don Biancalani sulla sua pagina facebook hanno attirato una pioggia di insulti. Ignobile, ridicolo, sono i commenti più delicati. E c’è chi scrive “I tuoi complici hanno trovato il modo di legalizzare la compravendita e lo sfruttamento degli esseri umani. E ne avete fatto il vostro becero e disgustoso business. Sei la negazione stessa del messaggio Cristiano”, e chi dice di non aver mai visto “Tanta blasfemia in una sola foto”, fio ad arrivare a chi dice: “Veramente imbarazzante, come lei d’altronde falso prete”. Segno che il buonismo tout court, soprattutto a Natale, lascia il tempo che trova.

Per dovere di cronaca, è giusto informare che don Biancalani nelle scorse settimane ha deciso di realizzare un calendario con le foto dei suoi ospiti africani, accolti in parrocchia, mentre si sollazzano in piscina. Una foto per ogni mese, tra scivoli, schizzi e spruzzi. Lo ha chiamato “Il Calendario della piscina” e lo ha venduto in parrocchia nei mercatini natalizi di solidarietà, e nella pizzeria del Rifugiato (altra idea del don in questione), dietro offerta libera. Se non è sfruttamento questo…

Anna Pedri

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7 Commenti

  1. potere della pelle nera:
    gli unici rimasti a difendere questo singolare prete sono i compagni di sinistra,gli stessi che normalmente chiamano tutti i preti “pedofili” e che censurano gli interventi della Chiesa nelle decisioni della politica italiana quando a loro non conviene (aborto,matrimonio omosessuale,eutanasia).

    mi domando sempre se al posto di questi giovani e nerboruti africani in parrocchia ci fossero stati degli altrettanti giovani e nerboruti bianchi – che so,Russi – se questo signore avrebbe trovato il supporto di così tanti “avvocati” d’accatto made in PD e dintorni.

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