Roma, 4 feb – Vi ricordate le parole pronunciate a Macerata dal ministro Minniti solo poche giorni fa, in occasione dell’uccisione e dello smembramento di Pamela Mastropietro ad opera di un immigrato nigeriano? In effetti è impossibile: il ministro dell’Interno, infatti, ha ritenuto di non doversi recare sul luogo di un delitto tanto efferato, derubricandolo evidentemente a mero fatto di cronaca, crudo, sì, ma privo di “contesto”, senza agganci con qualcosa che stia accadendo nella realtà italiana. Non così dopo la folle scorribanda di Luca Traini, nella medesima città. Un episodio che ha acceso i riflettori su Macerata, ha portato in città Minniti, e soprattutto ha attivato la ricerca affannosa dei “mandanti morali”, del contesto ideologico, del retroterra politico. La megamacchina mediatico-politica si è mossa, in grande stile. Non esiste una graduatoria dell’orrore e della follia, sarebbe di cattivo gusto anche stilarla, ma i custodi del pensiero unico hanno dimostrato di avere invece in testa gerarchie molto chiare: i pezzi di Pamela caricati in due valigie “pesano” meno degli spari di Macerata.

Pamela non conta, non stimola riflessioni, sono “cose che capitano”, tragiche fatalità, ha incontrato la persona sbagliata nel momento sbagliato. Il raid di Traini no, quello è solo la punta di un iceberg di intolleranza e odio. Da Traini deve partire un processo morale, se non addirittura penale, contro tutta un’area politica, contro chiunque, in qualsiasi modo, si opponga all’immigrazione incontrollata. Contro ogni residuo di identità, contro ogni volontà di rimanere se stessi. A dettare la linea è stato subito Roberto Saviano, che prima ha definito Matteo Salvini il “mandante morale” degli spari (e il mandante morale dell’omicidio di Pamela chi è? Saviano?), poi ha mandato un foglio d’ordini alla stampa: “Invito gli organi di informazione a definire i fatti di Macerata per quello che sono: un atto terroristico di matrice fascista. Ogni tentativo di edulcorare o rendere neutra la notizia è connivenza”. Dire la verità, e cioè che Traini era uno psicopatico, con ossessioni tratte dall’immaginario di estrema destra, certo, ma comunque un matto, diventa quindi complicità. Eppure è questo che emerge, dai frammenti di vita di Traini che si riescono a mettere insieme a posteriori.

Sappiamo che, secondo un amico, l’uomo “era andato in cura da uno psichiatra, che a quanto diceva lo aveva giudicato ‘border line’. Lui quasi era orgoglioso, a dimostrazione di quanto fosse ignorante e scemo. Aveva una situazione familiare disastrosa: il padre se n’era andato quando era piccolo e la madre, anche lei con grossi problemi, lo aveva cacciato di recente. Luca viveva con la nonna. Ho provato tante volte ad aiutarlo, a riportarlo sulla retta via. Ha fatto dei lavoretti, ma duravano sempre poco. Di solito come manovale, ma anche come buttafuori. Ultimamente aveva perso un altro lavoro”. Sul Resto del Carlino spunta un altro particolare inquietante: “A qualcuno aveva anche confidato di professarsi ‘rettiliano’, ovvero coloro che credono nell’esistenza di uomini rettili”.

Ecco, di questo personaggio non si può dire che fosse pazzo. Il nigeriano che ha fatto a pezzi Pamela, quello sì, poverino, aveva dei grossi problemi. Non fatevi domande, per carità, sulla mafia nigeriana, sui riti e le credenze di tipo magico che la innervano, né sull’opportunità di continuare a importare alienati in casa nostra, che poi qui si alienano ancora di più. Non fatevi domande, su Pamela e la sua tragica fine, non c’è niente da sapere e niente da chiedersi. È capitato, punto. Come quando cammini per strada e ti cade un vaso di fiori in testa. Era destino. Non ci sono domande da porsi, non ci sono mandanti, non ci sono ideologie. Il ministero della Verità ha già deciso, l’udienza è tolta.

Adriano Scianca

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam. Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

6 Commenti

  1. come sempre pregevolissima analisi di Adriano Scianca; che il sottoscritto lo consideri la migliore “penna” del giornalismo italiano,non fa testo ma è il mio pensiero.

    modestamente ho notato che c’è una notizia nella notizia,girando un pò per i social; nonostante il personaggio sia assolutamente fuori dalle righe,tanti tantissimi commenti supportano il suo “operato”;
    questo significa che la misura è ormai è colma e che le responsabilità politiche, non dei “seminatori di odio” ma di chi ha creato questa situazione sociale sono evidenti ed individuabili.

    inutile aggiungere che non c’è niente di più lontano dall’essere di Destra che lo sparare proiettili contro persone inermi, ma questo è un altro discorso.

  2. I responsabili di uno e dell’altro omicidio come per quell’africano che ha ammazzato le persone a Milano con un machete come per la micro e la macro criminalità ecc ecc. È esclusivamente dei governi fantocci che abbiamo avuto dal dopoguerra ad oggi. E dei loro lacchè come Saviano.

  3. guerra tra poveri….com’era prevedibile e tanto cercata purtroppo…
    intanto in italia i “mandanti morali” occupano in gran parte i posti “d’onore” della classe dirigente statale e privata, militare, industriale ed economica, sicurezza nazionale ed organi di stampa….
    che disastro le generazioni del dopoguerra in italia….
    da gente semplice a gente facile….

  4. Minnito è arrivato a Macerata accolto dal sindaco ipocrita e cieco politicamente , tanto da non vedere lo spaccio africano e il comportamento tribale e degradante nigeriano…….preoccupato però dai riflussi e rigurgiti nazifascisti questo elemento pro invasione e sostituzione razziale si è fatto bello con minnito in una conferenza stampa dai toni e argomenti miserabili……..di Pamela, povera tossica in difficoltà, non gliene frega niente a nessuno, da gentilone a minnito,degli italiani schiavi non importa nulla a nessuno, poiché uno stato come questo che ci fa vivere in una dittatura indegna e ci obbliga a convivere con la feccia peggiore extracomunitaria dobbiamo cominciare ad avere veramente paura………. presto saremo noi a dover difendere casa per casa la nostra libertà.

  5. Questo è il regime africano che abbiamo contro gli italiani a favore degli africani degli zingari dei delinquenti porci ma gliela faremo pagare a sti venduti di comunisti ignoranti e antitaliani liberiamo la nostra nazione da questi vigliacchi .

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here