Macerata, 13 feb – A uccidere Pamela Mastropietro sono state due coltellate al fegato e un colpo in testa. L’esame istologico ha confermato quanto già ipotizzato nel corso della seconda autopsia e cioè che la ragazza era ancora viva quando è stata colpita. Ad ammazzarla un gruppo di persone. Tre sono in cella, un quarto uomo di 39 anni risulta iscritto nell’elenco degli indagati perché avrebbe avuto contatti telefonici con i tre spacciatori, anche se il suo cellulare non avrebbe agganciato la stessa cella telefonica di quella dei tre nigeriani nelle ore in cui si è consumato l’omicidio.

Un’indiscrezione, riportata dal Resto del Carlino, afferma che i Ris avrebbero trovato brandelli di corpo in terrazza. Il che lascia supporre che Pamela sia stata fatta a pezzi all’aperto, da chi era sicuro di non essere visto, dal momento che lì attorno non ci sono finestre. Nel tombino del terrazzo sarebbe stato fatto confluire il sangue di Pamela. Su come sia stato possibile eseguire un simile scempio, con una precisione così chirurgica è un mistero. L’ipotesi più accreditata è che a eseguire lo smembramento del cadavere sia stato qualcuno molto esperto.

Sullo sfondo dell’orribile delitto si fa strada la pista della mafia nigeriana. Vero è che in Nigeria sono all’ordine del giorno i casi di rapimenti o di omicidi per smembrare e vendere organi, o parti del corpo. Il legale di uno dei nigeriani fermati avanza l’ipotesi dell’omicidio rituale: “Forse siamo di fronte a una sorta di rito, dietro c’è qualcuno il cui nome non è ancora emerso, una persona pericolosa per gli indagati, magari hanno paura anche di ritorsioni verso i parenti in Nigeria e per questo non parlano”.

Ma c’è di più, è un’ipotesi inquietante che viene avanzata dal chirurgo, psichiatra e criminologo Alessandro Meluzzi. Come ha spiegato il professor Meluzzi a Italia Oggi l’omicidio di Pamela ricorda “metodologie che la mafia nigeriana applica sistematicamente in Nigeria e altrove”. In particolare Meluzzi sottolinea il fatto che non si trovi il cuore, oltre agli organi genitali. E per la mafia nigeriana il cannibalismo rituale è una prassi diffusa, un “rito ancestrale che risale ai tempi dei tempi”. Pamela, oltre che uccisa e vilipesa, potrebbe essere stata quindi oggetto di cannibalismo.

Anna Pedri

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  1. Quello che non hanno capito le “anime belle” del buonismo integralista è che una volta “varcata la soglia” NON si torna più indietro,come ci ha dolorosamente insegnato la criminalità di tipo mafiosa nel nostro Paese; avere incoscientemente (o coscientemente a fini di lucro) aperto le porte d’Italia a persone POTENZIALMENTE pericolose in numero di migliaia significa che – anche se da oggi non arrivasse più nessuno- il danno è fatto ed è irreversibile.

    Comunque per le anime belle che sostengono che “ahhh non importa il colore della pelle ma solo il criminale ahhh” sarà bene dare una occhiata alle cifre ufficiali dei morti ammazzati ONU/UNODC:

    ITALIA omicidi all’anno circa 469 – indice 0,78
    NIGERIA omicidi all’anno circa 17.843 – indice 9,79
    SENEGAL omicidi all’anno circa 1.105 – indice 7,30
    CONGO omicidi all’anno circa 10.322 – indice 13,36
    etc etc
    bene ricordare che è l’indice il dato più importante per discernere la pericolosità di un Paese perchè è indipendente dal numero totale degli abitanti del medesimo; il record negativo spetta in Africa al Lesotho indice 38.00 e Sud Africa indice 34,27.

    Ora, è evidente che non tutti i Nigeriani,Senegalesi,Congolesi sono assassini,ma esporsi infantilmente ad un rischio potenziale senza porre prima mille paletti (ad esempio passando attraverso un servizio investigativo svolto dalle nostre Ambasciate direttamente in quei Paesi) significa purtroppo assumersi la responsabilità di piangere tante altre Pamela; si chiamerebbe PREVENZIONE, cosa che ritroviamo in ogni ambito della vita, dalla Medicina al Traffico; inutile aggiungere che quello è logico in tutti i campi della attività umane,sembra non esserlo affatto in Italia per quanto concerne l’immigrazione.

    e si vede.

  2. Purtroppo il fatto che manchi il cuore lascia pochi dubbi sulla matrice rituale (che sia o meno premeditato) dell’omicidio.
    Chapeau al commento di Blackwater!

  3. Il guaio e che le “anime belle” hanno capito tutto e lo hanno capito benissimo! Ci troviamo di fronte ad un piano criminale portato avanti con pervicace e criminale determinazione. Perfino H. P. Lovecraft, osservando il cadavere di un africano steso nudo sopra un tavolo di marmo, osservava che le sue inquietanti fattezze richiamavano alla mente ossessivi tam tam sotto una luna spettrale ed innominabili riti del Congo. Quindi, cosa ci aspettiamo?… È tutto regolare. Come ha detto qualcuno: “Le loro usanze saranno le nostre usanze”. prepariamoci quindi ad abbracciare, ci piaccia oppure no, credi e usanze che vanno dalla sottomissione islamica al cannibalismo, che può essere rituale, ma anche ludico e alimentare…..

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