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Immagini dei giganteschi pellegrinaggi alla Mecca

Mina, La Mecca, 24 set – Erano le prime ore della mattina del primo giorno del Eid al-Adha, o Festa del Sacrificio, uno dei giorni più sacri del calendario musulmano, quando milioni di pellegrini effettuano il loro pellegrinaggio, o haji, alla Mecca. E, come in altre, troppe, occasioni precedenti, il costo in termini di vite umane è stato impressionante, in quella che potrebbe risultare la calca più mortale della storia di questo pellegrinaggio: oltre 700 morti e più di 800 feriti, con un bilancio che aumenta di continuo data la gravità di molte vittime.

L’incidente sarebbe occorso intorno alle 9 locali di questa mattina, le 7 in Italia, all’intersezione di due strade a Mina, adiacente a La Mecca, quando l’improvviso incremento del flusso di pellegrini diretti verso il luogo del rituale chiamato ‘lapidazione del diavolo’ – lancio di pietre contro un muro raffigurante i ‘pilastri del diavolo’, da ripetersi ogni giorno per tre giorni – avrebbe provocato i primi collassi, seguiti dal panico e dalla calca fatale, secondo le organizzazioni saudite di protezione civile.

A quel punto l’afflusso di pellegrini è stato bloccato, ma evidentemente troppo tardi.

Quello che lascia perplessi, come minimo, è il fatto che mentre quello odierno potrebbe essere il più sanguinoso pellegrinaggio nella storia, in realtà è soltanto l’ultimo di una lunga serie di tragici eventi che apparentemente non hanno insegnato niente.

L’Iran, intanto, si scaglia contro la disorganizzazione saudita: il responsabile dell’organizzazione iraniana dell’haji, Said Ohadi, sostiene che per “ragioni sconosciute” è stata chiusa una strada vicino al luogo della cerimonia, dove poi è avvenuta la calca mortale. “Questo ha causato il tragico incidente”, secondo l’esponente della Repubblica islamica, che contende proprio all’Arabia Saudita il primato dell’influenza sulla regione mediorientale, trovandosi – anche per ragioni molto concrete – a sostenere i fronti opposti nei conflitti siriano e yemenita.

Il soccorso di una donna ferita nella disastrosa calca alla Mecca

Secondo il capo del comitato centrale per l’haji, il principe Khaled al-Faisal, invece, la calca mortale sarebbe da imputare ad “alcuni pellegrini di nazionalità africane”: forse un comodo capro espiatorio, e comunque non tale da giustificare un evento di tali proporzioni, per di più solo l’ultimo di una lunghissima serie.

Infatti, per limitarsi soltanto agli incidenti più gravi nel corso dei pellegrinaggi nei luoghi santi sauditi dell’Islam, si ricorderà quello molto recente dell’11 settembre scorso, quando una gru collassò sopra la Grande Moschea della Mecca, uccidendo 109 persone. Nel 2006, 76 pellegrini morirono nel collasso di un Hotel nel centro della città, e – in un incidente separato – ben 364 trovarono la morte nella calca legata a un altro rituale.

Nel 2004, 251 persone morirono nell’ennesima calca, mentre nel 1998 le vittime furono 118.

Nel 1997, un incendio in un campo allestito per il pernottamento dei pellegrini causò 343 decessi e 1500 feriti, e nel 1994 un’altra calca fu fatale per 270 persone.

Francesco Meneguzzo

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