Parigi, 21 apr. – Dal 7 gennaio 2015, giorno della strage di Charlie Ebdo la Francia è la nazione europea che ha subito più attentati. Lo scorso anno, quando ci fu l’attentato sulla Promenade des Anglais a Nizza, si contò che in 18 mesi ben 230 persone erano morte nei vari attacchi che hanno insanguinato il Paese. Da quel 14 luglio 2016 altri attentati hanno sconvolto il Paese e quello degli Champ Elysees è solo l’ultimo di una lunga scia di sangue.

Ma andiamo con ordine. L’attentato al settimanale Charlie Ebdo è stato quello che ha aperto l’epoca delle stragi, lasciando sul campo 12 morti e 11 feriti. Due terroristi, al grido di Allah Akbar hanno fatto irruzione in redazione e hanno sparato colpi di kalashnikov. Dopo la mattanza i due attentatori sono fuggiti e sono stati uccisi due giorni dopo in un edificio a nord di Parigi dove si erano rifugiati. Si trattava dei fratelli Cherif e Saif Kouachi, jihadisti franco-algerini di 32 e 34 anni, tornati in Francia dalla Siria l’estate precedente alla strage. Lo stesso giorno, il 9 gennaio l’altra strage, al supermercato kasher A colpire fu Amedy Coulibaly, già condannato per furto d’armi nel 2001, da minorenne. Gli 007 algerini, in quell’occasione, avevano avvertito la Francia il 6 gennaio di un imminente attacco terroristico.

Meno di un mese dopo, il 3 febbraio, tre militari di vigilanza alla comunità ebraica in missione a Nizza vengono aggrediti con un coltello davanti a un centro ebraico da Moussa Coulibaly, arrestato poco dopo. Il 26 Giugno 2015 a Saint-Quentin-Fallavier, un cittadino francese di origini nordafricane decapita il capo dell’azienda presso cui lavora. Poi fa esplodere alcune bombole di gas. Arrestato, si suicida in carcere.

Ad agosto 2015, il 21, sul treno Amsterdam-Parigi, Ayoub El Khazzani, armato di una mitraglietta, tenta di sparare sui passeggeri ma viene disarmato da tre marines americani in vacanza.

Si arriva così al tragico 13 novembre, con le stragi del Bataclan e dello Stade de France, a Parigi. In tutto sei attentati che hanno provocato la morte di 129 persone. Sette i terroristi morti negli attacchi. Dopo due mesi, in occasione dell’anniversario della strage di Charlie Hebdo, il 7 gennaio 2016 un uomo armato di coltello, gridando Allah Akbar, si è lanciato contro una stazione di polizia a Parigi. L’uomo è stato ucciso dalla polizia.

Il 13 giugno 2016 Larossi Abballa, con precedenti per terrorismo, uccide un comandante della polizia e la sua compagna. Aspetta fuori casa e quando arriva l’uomo lo accoltella, i testimoni sentono urlare Allah Akbar anche stavolta, e poi entra in casa con le chiavi rubate all’uomo e sgozza la donna. La polizia fa irruzione e lo uccide.

Un mese dopo, il 14 luglio 2016 l’attentato di Nizza che inaugura la stagione dei camion sulla folla. 84 morti. L’attentatore è identificato come Mohamed Lahouaiej Bouhlel, un 31enne francese di origini tunisine. Aveva lasciato i documenti sul tir prima di venire ucciso dalla polizia.

Pochi giorni dopo, il 26 luglio a Rouen, padre Jacques Hamel di 84 anni, è stato sgozzato mentre stava celebrando la Messa. A uccidere sono stati Adel Kermiche e Abdel Malik Petitjean, due francesi che hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico, e che sono entrati in chiesa urlando “Allah Akbar”. Kermiche era in regime di controllo giudiziario mediante braccialetto elettronico. La polizia li uccide.

A settembre 2016, il 4 per la precisione, un attentato viene sventato nei dintorni di Notre Dame, a Parigi. Un’auto piena di bombole del gas sarebbe stata pronta per farsi esplodere.

Il 3 febbraio 2017 un egiziano, Abdallah El Hamahmy, si scaglia armato di machete contro una pattuglia di militari all’ingresso del Museo del Louvre.

E poi un mese fa, il 18 marzo, all’aeroporto di Parigi Orly un attentatore, poi ucciso, aveva aggredito una soldatessa rubandole il fucile e tenendola in ostaggio con la pistola alla tempia. L’uomo si chiamava Ziyed Ben Belgacem, 39 anni, musulmano.

Due giorni fa Clément Baur, 23 anni, originario di Croix, nel Nord, e Mahiedine Merabet, 29 anni, magrebino d’origine, sono stati arrestati a Marsiglia perché sospettati di progettare un attentati contro  il conservatore Francois Fillon. Si erano radicalizzati nella prigione di Sequedin.

E adesso gli Champs Elysees. Senza contare che prima dei vari appuntamenti elettorali la Francia nella storia recente ha subito numerosi attentati. Quello del Bataclan è avvenuto prima delle elezioni regionali, Charlie Hebdo prima di quelle dei dipartimenti. E nel 2012 ci fu l’affaire Mohamed Merah, il francese di origini algerine che si autodefiniva un mujaeddin e che venne ritenuto colpevole degli attentati di Tolosa, alla scuola ebraica, e Montauban. In quell’anno c’erano le presidenziali, vinte da Hollande. Il primo attentato che si ricorda in concomitanza con le presidenziali è quello di rue Copernic, del 3 ottobre 1980, sei mesi prima che venisse eletto Mitterand. Un venerdì sera, a shabbat iniziato, una bomba piazzata su una moto esplose all’esterno di una sinagoga. Morirono 4 persone e 46 furono i feriti. E nel 2002, il 27 marzo, a Nanterre, ameno di un mese dal primo turno elettorale in cui si sfidavano Jacques Chirac et Lionel Jospin, durante un consiglio comunale un uomo si alza e spara all’impazzata: 8 morti e 19 feriti.

 

 

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