cremonaCremona, 20 gen – I fatti di Cremona stanno agitando la politica nazionale, con la sinistra moderata ed estrema che si compatta nel chiedere un ritorno dell’antifascismo militante e una restrizione delle libertà politiche. Ma cosa è davvero successo a Cremona domenica scorsa? Per saperlo abbiamo intervistato il responsabile locale di CasaPound.

Gianluca, si è parlato di manifesti e di volantini attaccati da CasaPound vicino al centro sociale. E’ vero?

Assolutamente no, si trattava tutt’al più di qualche adesivo attaccato lì vicino, come loro da mesi ne attaccano vicino alla nostra sede, nulla di che. E comunque non c’era stato nessun attacchinaggio o nulla di simile.

Dentro allo stadio avete avuto problemi?

No, solo qualche ex compagno che ci ha rotto un po’ le scatole vedendoci arrivare in un gruppetto, tutti di CasaPound. Ci abbiamo parlato un po’, gli abbiamo spiegato che eravamo lì solo per vedere la partita, che non avevamo simboli e non volevamo fare politica allo stadio.

È finita lì?

Apparentemente sì, ma anche se abbiamo notato che nel secondo tempo questo tizio è stato tutto il tempo al telefono…

Poi che è successo?

Siamo usciti e siamo andati a un bar lì vicino, saranno state le 18.15 più o meno. Siamo stati un po’ lì e poi siamo andati a prendere la macchina. E lì abbiamo trovato i compagni.

Un attimo. In tutto questo dove si trova il centro sociale Dordoni?

Il portone del centro sociale si trova davanti al parcheggio dello stadio.

Perfetto. Mi dicevi che lì avete trovato i militanti del centro sociale?

Sì. Erano una decina, con caschi e manici di piccone.

Stavano proteggendo la loro sede?

Come detto, il centro sociale è attaccato al parcheggio, ma è da notare che loro non erano schierati di fronte al loro portone, erano perpendicolari alla sede, rivolti verso di noi.

Voi quanti eravate? Eravate armati?

Eravamo anche noi una decina, tutti disarmati.

Si è parlato di 50 identificati, anche di altre regioni…

Certo, perché hanno identificato al bar tifosi del Vicenza o di Reggio Emilia, che sono tifoserie gemellate. Tutta gente che non ha minimamente preso parte agli scontri.

Si è detto che con voi ci fossero militanti di Cpi Parma e Brescia…

Assolutamente no. Forse sono stati tratti in inganno dalla presenza di qualche nostro militante che abita in provincia e ha un accento differente, ma era tutta gente tesserata con Cpi Cremona.

E lì che è successo?

Loro sono venuti avanti battendo i bastoni a terra. Gli ho detto di toglierli e di affrontarci ad armi pari, se proprio dovevamo farlo. Loro sono avanzati ancora e siamo venuti in contatto. Io ero il più avanzato e ho preso due o tre legnate in testa.

La peggio l’ha avuta però uno dei loro…

Sì, l’ho visto cadere infatti. Ma noi non avevamo bastoni e non abbiamo raccolto i loro. L’unica spiegazione è che gli sia arrivata per sbaglio una bastonata da uno dei suoi compagni. A quel punto noi gli abbiamo urlato di raccogliere il ferito e portarlo dentro, ma loro se ne sono fregati.

Si è parlato di uno scontro svoltosi in più fasi, è vero?

No, è accaduto tutto nello stesso momento.

Il giorno dopo c’è stato invece un altro episodio che ben racconta il clima in città, vero?

Sì, c’è un nostro tesserato che fa il postino. È stato riconosciuto sul lavoro da una ronda del centro sociale e si è dovuto asserragliare in un condominio per sfuggire al linciaggio. Mi risulta che i compagni, in questa occasione, avessero dei coltelli.

Insomma, il clima in città è infuocato…

Sì, ci sono ronde continue di compagni. Abbiamo saputo che i loro più giovani sono anche passati per le classi delle scuole a distribuire materiale antifascista e chiedendo se ci fossero fascisti in classe. Il fatto è che da quando è morto uno dei loro leader, questa estate, ci sono azioni di basso livello, fotoritocchi nostri su internet e cose di questo genere. Prima facevano politica, ora lanciano solo provocazioni, si vede che il centro sociale è gestito da gente che non ha il polso per farlo.

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3 Commenti

  1. […] Secondo la versione di CasaPound, invece, i ragazzi di Cpi sarebbero tranquillamente usciti dallo stadio e al momento di andare a prendere le macchine al parcheggio – che è di fronte al Centro sociale – si sarebbero trovati di fronte una decina di loro, con caschi e manici di piccone. Ne è nata comunque una colluttazione in cui ha avuto la peggio un militante del Centro sociale. Che attenzione, è un ex appartenente alla destra radicale, e quindi non un bonario signore democratico come ci vogliono far credere. C’è anche un ferito di CasaPound, che riporta 20 giorni di prognosi per ferite alla testa. […]

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