Home » Tutte le Ong finanziate dall’Unione europea (seconda parte)

Tutte le Ong finanziate dall’Unione europea (seconda parte)

by Francesca Totolo
1 commento

Roma, 18 feb – La Corte dei Conti europea ha sostanziato, in una dettagliata relazione depositata nel dicembre 2018 che debbano essere più trasparenti le modalità con le quali vengono elargiti i finanziamenti dall’Unione Europea alle ONG (organizzazioni non governative).

La Corte ha altresì affermato che il sistema attualmente utilizzato per classificare le organizzazioni come ONG non sia affidabile e che la Commissione Europea non disponga di informazioni sufficientemente dettagliate riguardo alla destinazione dei fondi assegnati.

Prosegue, dopo la pubblicazione della prima parte dell’inchiesta  l’analisi delle organizzazioni non governative umanitarie, maggiormente finanziate dall’Unione Europea. Nel complesso, queste ONG hanno beneficiato di oltre 900 milioni di euro di fondi derivanti dai contributi versati dai cittadini europei, operano nei Paesi di origine e transito dei migranti diretti verso l’Italia, e diverse hanno violato, senza autorizzazione, la sovranità territoriale in Siria con la scusante degli aiuti umanitari, spesso destinati ai cosiddetti “ribelli moderati”.

La Action Contre la Faim (ACF) è un’organizzazione umanitaria fondata nel 1979 da Jacques Attali (banchiere ed economista con ambizioni filantropiche, noto per essere stato “l’eminenza grigia” di François Mitterrand, presidente della “Commissione per la liberazione della crescita” nominata nel 2007 dal Presidente Nicolas Sarkozy, e “pigmalione” di Emmanuel Macron) e  Bernard-Henri Lévy (giornalista e saggista della sinistra progressista francese, rampollo di una multimiliardaria famiglia, difensore dei diritti umani, “arringatore” del golpe eterodiretto in Ucraina direttamente da piazza Maidan, e sostenitore dell’intervento militare in Siria contro il Presidente Bashar al-Assad in ottica “regime change”).

ACF è attiva in 26 Paesi, tra questi nella maggioranza dei Paesi di origine dei migranti (in ordine di impegno economico) Nigeria, Etiopia, Somalia, Bangladesh, Mali, Sudan, Cameroon, Pakistan, Senegal e Costa d’Avorio, nello snodo di smistamento dei trafficanti di esseri umani, Niger, e ovviamente in Ucraina e Siria (presente già dal 2008).

Nel 2017, Action Contre la Faim ha raccolto 412 milioni di euro di fondi, prevalentemente da finanziatori istituzionali, come le Nazioni Unite, l’Unione Europea e i Governi degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Svezia, del Canada, della Svizzera e ovviamente della Francia  Il 78 per cento di fondi pubblici sconfessano l’essere un’organizzazione “non governativa” di ACF.

Jacques Attali è altresì il fondatore e l’attuale presidente di Positive Planet (ex Planet Finance, accusata per il trattamento economico “schiavistico” riservato agli stagisti), fondazione che si propone di combattere la povertà attraverso la cosiddetta microfinanza, la quale dovrebbe facilitare l’accesso ai servizi finanziari nei Paesi in via di sviluppo per favorirne la crescita e il benessere diffuso.

La Positive Planet è finanziata dall’Agenzie allo Sviluppo francese, austriaca, tedesca e britannica, e dall’Unione Europea. Nel 2016 ha raggiunto un fatturato di 2,75 milioni di euro. Essendo un fondazione di Attali, “eminenza grigia” dei Governi progressisti francesi, non è casuale che Positive Planet operi principalmente nei 14 Stati dove è in vigore il Franco CFA (Franco delle ex Colonie Francesi), in Nigeria e in Tunisia, ovvero i Paesi di origine della maggioranza dei migranti africani sbarcati in Italia.

Diversi esperti economisti, come Ilaria Bifarini, hanno associato l’aumento dei flussi migratori alla crescita del microcredito, concesso grazie all’impegno economico delle fondazioni e delle ONG nei principali Paesi di origine dei migranti, ma poi utilizzato dai beneficiari per finanziare la tratta verso l’Europa.

Lo stesso cofondatore di Positive Planet, il bengalese Muhammad Yunus, negli anni Ottanta creò la Grameen Bank, istituto finanziario specializzato nel microcredito e allora sostenuto economicamente dalla Banca Mondiale, dalle Nazioni Unite, dal Governo statunitense (USAID) e da quello tedesco (GIZ).

Proprio in Bangladesh, ha sede la più grande ONG mondiale, la BRAC (Bangladesh Rural Advancement Commitee), attiva in 11 Paesi asiatici e africani nella concessione dei “migration loans”, ovvero i “prestiti elargiti ai lavoratori in cerca di lavoro all’estero, integrati con i servizi del programma di migrazione BRAC, come l’orientamento pre immigrazione e reinserimento post immigrazione”.

Tra i principali sostenitori istituzionali della BRAC, troviamo la Banca Mondiale, le Nazioni Unite, l’Unione Europea, i Governi britannico (DFID), australiano (AUSAid) e americano (USAID), e olandese.

Nel 2017, la ONG ha raccolto fondi per oltre 67 miliardi di dollari, 23 miliardi dei quali distribuiti attraverso il “programma di microfinanza” negli 11 Stati dove la BRAC è attiva, in particolare in Bangladesh e Pakistan, ovvero due Paesi estremamente prolifici in termini di immigrati che sono arrivati in Italia.

Infatti, il Pakistan si è attestato il secondo Paese per numero di richiedenti asilo nel 2015 e nel 2016, terzo nel 2017 e primo nel 2018, mentre il Bangladesh quinto nel 2015, settimo nel 2016, secondo nel 2017 e terzo nel 2018. 

Il fondatore della BRAC, Fazle Hasan Abed, nato nell’allora British Raj (Impero anglo-indiano) e poi trasferitosi nel Regno Unito per frequentare l’Università di Glasgow, è stato insignito nel 2010 della “Knight Commander of the Order of St Michael and St George”, alta onorificenza britannica, per il suo impegno nella lotta alla povertà in Bangladesh, nel 2013 ha ricevuto il premio “Open Society” presso l’Università dell’Europa Centrale (la CEU di George Soros) nonché il “Clinton Global Citizen Award” della Clinton Foundation.

La seconda parte della ricerca sulle organizzazioni non governative, se così si possano realmente definire, finanziate dell’Unione Europea, ha ampiamente evidenziato come i fondi comunitari siano finiti nelle tasche di chi, attraverso il microcredito, ha sostenuto la tratta verso l’Italia.

I dati riportati rispondono perfettamente alla domanda su come i migranti possano permettersi il dispendioso onorario dovuto ai trafficanti di esseri umani.

Continua…

Francesca Totolo

You may also like

1 commento

Tutte le Ong finanziate dall’Unione europea (seconda parte) - AllNews24 18 Febbraio 2019 - 9:11

[…] Tutte le Ong finanziate dall’Unione europea (seconda parte) proviene da Il Primato […]

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati