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Ilaria Salis, spuntano il video e la perizia che la inchioderebbero

by La Redazione
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Ilaria Salis

Roma, 5 apr – Ilaria Salis potrebbe essere inchiodata a breve e da prove piuttosto serie, stando agli ultimi dettagli emersi dal processo in corso a Budapest, dove la maestra è accusata di aggressioni, lesioni e concorso in un’associazione terroristica, la Hammerbande.

Ilaria Salis, le prove: il video e la perizia

La cosa più affascinante è che a pubblicare i dettagli sulle prove che potrebbero mettere spalle al muro la Salis sia Open. Volendo fare i polemici a tutti i costi, è difficile valorizzare il lavoro di sedicenti fact checker che in passato si sono distinti per accusare di fake news perfino personaggi del web esplicitamente satirici (si ricorda tra i tanti il caso di Gian Marco Saolini, che su Facebook pubblica quotidianamente video e post evidentemente comici, ma per “il grande David Puente” di Open fonti di informazione false. In pratica qualsiasi comico potrebbe subire la stessa accusa: una follia).  Se la fonte è quella che è e “stupisce” una buona volta in positivo, “qualquadra non cosa”. Ma lasciamo perdere gli istinti e accogliamo il dato: la Salis potrebbe venire inchiodata, a quanto pare, da un video e da una perizia biometrica, che confermerebbero la sua attiva presenza in almeno due delle cinque aggressioni di Budapest.

Nello specifico, si parla di quella avvenuta in pieno giorno in Gazdagréti e quella notturna in via Bank contro László Dudog. Ci sono poi altri elementi collaterali, come l’acquisto di biglietti per la città insieme ai coimputati e il numero di telefono di un avvocato che viene ritenuto il difensore della Hammebande. Nel video analizzato la Salis comparirebbe a volto scoperto: questo perché dopo le aggressioni, gli attivisti dell’organizzazione presumibilmente si sarebbero scoperti i visi per confondersi tra la folla, senza però tenere conto che l’intera area, presidiata dalle telecamere, potrebbe averli ripresi durante l’atto. In ogni caso, anche nei video in cui gli aggressori sono a volto coperto, analizzati da una perizia biometrica, confermebbero in almeno un caso la presenza della Salis.

Si resta in attesa, ma la giustizia ungherese non è quella italiana

C’è meno coinvolgimento ideologico, meno caos di magistratura “impostata”, il clima è meno teso all’interno e si vede: a Budapest non interessa delle scarramucce di Paesi altrui. Se la Salis ha aggredito degli innocenti, e la questione viene provata in modo incontrovertibile, deve pagare e basta. Senza troppi giri di parole. Poi, nessuno immagina che la magistratura sia davvero un organo in cui, in qualsiasi Paese, non sussistano soggettività politiche: è semplicemente impossibile e chi pensa il contrario vive in un dimensione parallela. Ma nella questione in oggetto, l’Ungheria è per l’appunto distante. E l’approccio nei confronti della Salis, con tanto di risposte nette verso l’imbarazzante piagnisteo della sinistra italiana sulla questione, lo dimostra pienamente.

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