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“L’utero in affitto è disumano”. La Meloni batte un colpo  

by Sergio Filacchioni
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Roma, 12 apr – Nel convegno che si è tenuto a Roma dal titolo “Per un’Europa giovane. Transizione demografica, ambiente, futuro” la Meloni è tornata ad usare toni duri contro la maternità surrogata.

La Meloni contro l’utero in affitto

“Questa è una materia che tutti sanno essere una priorità assoluta di questo governo: per noi la sfida demografica, la sostenibilità economica a cui è connessa, rappresenta una delle principali sfide: non serve a niente gestire il presente se non si mette in sicurezza il futuro. Il governo ha la responsabilità di garantire un futuro alla propria nazione – ha detto il premier Giorgia Meloni. Continua: “Considero un cambio di passo fondamentale l’approccio con cui questo governo affronta queste tematiche rispetto al passato”. Poi la bordata contro la maternità surrogata: “Continuo a ritenere l’utero in affitto una pratica disumana, sostengo la proposta di legge per cui diventi un reato universale. Spero venga approvata quanto prima”, ha detto la premier all’incontro. Con la maternità surrogata viene “alimentato un mercato transnazionale spacciandolo con un atto di amore” ma, ha spiegato la presidente del Consiglio, “nessuno mi può convincere che sia un atto d’amore considerare i figli come un prodotto da banco in un supermercato, non è un atto d’amore trasformare il legittimo desiderio di avere un figlio in un diritto che puoi garantirti con qualsiasi mezzo, con qualsiasi mezzo possibile. L’utero in affitto è una pratica disumana e sostengo la proposta di legge perché diventi reato universale”.

Focus sulla denatalità

“La tendenza alla denatalità italiana è grave. Il nostro Governo, per la prima volta, ha istituito le deleghe alla natalità, e le ha attribuite al ministero Pari Opportunità e Famiglia – ha detto la ministra Eugenia Roccella al convegno sulla denatalità in corso a Roma. Ma la disattenzione al tema è durata troppi anni per non lasciare conseguenze che richiederanno un lungo arco di tempo per fermare e poi invertire la tendenza. Il calo delle donne in età fertile è ormai troppo pronunciato perché le misure per la natalità possano avere lo stesso effetto che avrebbero avuto quando ancora il numero delle donne giovani era consistente”.

Sergio Filacchioni 

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